West Nile, la zanzara non dà tregua. Ghinelli: «Le infezioni aumenteranno»
Dopo i tre decessi dei giorni scorsi, restano sei i pazienti ricoverati a Cona. L’infettivologo mette in guardia: più prevenzione
FERRARA. Emergenza sì, allarmismo no. E prevenzione da migliorare, specie tra i privati. Resta elevata l’attenzione sui casi di West Nile nel Ferrarese, dove il virus ha già provocato tre morti.
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Florio Ghinelli ha una certezza: «Di qui alla fine dell’estate - spiega l’infettivologo - avremo con ogni probabilità altri casi di contagio. D’altronde Ferrara, il Delta e il Polesine sono un vero e proprio “zanzarificio”. Impossibile, ovviamente, pensare di debellare la presenza dell’insetto, ma bisogna fare di tutto per limitarla».
Insetto killer
Complice un’estate piuttosto calda e meno secca di altre, le zanzare si sono sviluppate in gran quantità. Quelle di tipo Culex sono il vettore del virus del Nilo: silenziose, circolano di notte e, se positive, depongono le loro uova infettate. Il freddo le sterminerà, «ma - aggiunge Ghinelli - speriamo che il prossimo inverno non sia mite come quello passato, altrimenti la resistenza potrebbe sorprenderci».
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Sorveglianza necessaria
Batte il tasto sulla sorveglianza e sulla prevenzione, l’ex direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna: «Il Comune di Ferrara e le istituzioni hanno fatto molto: interventi di disinfestazione nelle aree pubbliche, nelle caditoie. I cittadini invece - prosegue Ghinelli - si impegnano molto poco, nelle aree di loro proprietà, nell’eliminare le raccolte d’acqua che favoriscono la riproduzione delle zanzare».
Può servire che a Ferrara il Comune torni a distribuire gratuitamente il larvicida nelle farmacie? «Certo, e non sarebbe poi una gran spesa», risponde l’infettivologo.
La situazione all'ospedale
Intanto restano sei i pazienti ricoverati a Cona dopo aver contratto la Febbre del Nilo. Due risultano in lieve miglioramento, ma le loro condizioni di salute rimangono sotto stretto monitoraggio.
Negli ultimi giorni, intanto, l’area interessata dalle infezioni si sta espandendo. «Anche in Friuli e nel Veneto orientale - fa notare Ghinelli -. Probabile che altre aree saranno toccate. A tutti i costi va evitato quel che successe in America nel 1999: la West Nile si diffuse prima nello stato di New York, non venne adeguatamente isolato e nel giro di qualche anno i casi di encefalite negli Usa furono tremila».
Casi gravi molto limitati
Va ricordato che su 100 persone che vengono pizzicate da una zanzara portatrice del virus, 80 non manifestano niente, rimangono completamente asintomatiche, 20 vanno incontro solo a una febbre transitoria, mentre solo lo 0,01% dei casi (una su ogni diecimila) può sviluppare una encefalite.
Inoltre, il 95% dei casi in cui si manifestano effetti gravi coinvolgono persone al di sopra dei 70 anni con patologie concomitanti che già avevano messo a difficile prova il loro fisico. —
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