Camerieri e aiuto-bagnino, gli stagionali sono “spariti”
Le occupazioni balneari hanno fatto registrare un pesante deficit di manodopera. Confesercenti: centinaia di posti non coperti, diverse attività sono rimaste chiuse
COMACCHIO. La stagione balneare è tutt’altro che finita, visto che molte strutture dei Lidi restano nel pieno dell’attività anche oltre i primi di settembre, ma già gli operatori hanno dovuto prendere atto di una criticità che ha condizionato la loro attività nel periodo clou: la mancanza di personale stagionale. Si tratta di aiuto-bagnino, camerieri, cuochi e lavapiatti, migliaia di figure professionali che per i mesi estivi venivano tradizionalmente “coperte” da studenti universitari e liceali, oppure da stranieri, e che quest’anno sono rimaste vacanti. «Conosco un collega che di due ristoranti ne ha dovuto tenere chiuso uno, sulla statale Romea, perché non trovava personale sufficiente. Io stesso - dice Claudio Perfetti, titolare del Porto di mare di Porto Garibaldi e responsabile locale di Fiepet Confesercenti - ho cercato per l’intera estate 1-2 persone e alla fine ho dovuto rinunciare».
posti a centinaia
Secondo Confesercenti il deficit di “braccia” disponibili alla campagna balneare è quantificabile in «diverse centinaia. È l’estate più difficile in assoluto sotto questo punto di vista, anche se il fenomeno stava crescendo da qualche anno - è la sottolineatura di Luca Callegarini (Confesercenti) - Ogni ristorante, bar o stabilimento balneare dei Lidi avrebbe potuto assumere personale in più rispetto a quello effettivamente impiegato, ma non ha potuto farlo. Semplicemente, gli esercenti non sono riusciti a trovare giovani disponibili ad impegnarsi in questi lavori che, vale la pena di ricordarlo, consentono di portare a casa stipendi a partire da 1.300 euro al mese, con ferie e permessi». Significa guadagnare 5-6.000 euro in un’estate di lavoro, certamente impegnativo.
Le motivazioni
Gli operatori faticano a spiegarsi questa (relativamente) improvvisa indisponibilità. «Si possono fare delle ipotesi - ragiona Perfetti - Alla base c’è probabilmente la rigidità delle leggi sul lavoro minorile, che ostacola fortemente l’impiego di under 18 proprio nei momenti in cui ci sarebbe più bisogno, cioè nei weekend e in tarda serata. Ad una madre che caldeggiava l’assunzione di sua figlia 16enne, ad esempio, ho dovuto rispondere negativamente». Qualcuno, come Callegarini, pone l’accento anche sulle difficoltà a sostituire appieno i voucher, come strumento contrattuale iper-flessibile. Poi c’è la questione degli stranieri, soprattutto dell’est (polacchi, rumeni) che negli ultimi lustri erano stati impiegati massicciamente sui Lidi: «Quest’anno abbiamo notato un notevole calo della disponibilità di manodopera stagionale proveniente dai paesi dell’est Europa - spiega ancora Perfetti - Evidentemente l’Italia, prima ancora che il nostro litorale, è diventata per loro meno appetibile in quanto nei paesi di origine il mercato del lavoro è tornato vivace».
Rimedi
L’inceppo temporaneo all’economia dei Lidi causato da queste carenze di personale potrebbe trasformarsi in una zeppa permanente, senza rimedi. «Si potrebbe puntare ancor di più sulla formazione - è la proposta di Callegarini - considerato che chi segue i nostri corsi invernali ha un lavoro assicurato d’estate. Ma non sarà comunque facile aumentare di molto i numeri dell’anno scorso». —
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