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La West Nile fa un'altra vittima: donna muore dopo tre settimane

Gioele Caccia
La West Nile fa un'altra vittima: donna muore dopo tre settimane

Si tratta di una paziente ferrarese, 88 anni: quarto decesso. In ospedale è entrato un nuovo ammalato, 81 anni, di Cento

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FERRARA. È stata una delle prime pazienti ricoverate a Ferrara per gli effetti della Febbre del Nilo Occidentale. Ottantotto anni, Adriana Soave, residente in città, è morta la notte scorsa dopo tre settimane dal ricovero per le complicanze provocate dalla malattia, da cui non si è più ripresa. Increduli i parenti, chiusi nel dolore, e i conoscenti che dal 28 luglio scorso, quando l’anziana è stata ricoverata nel reparto di Malattie infettive, hanno avuto notizia del decorso negativo che aveva preso la malattia. Come tutte le persone ricoverate a Ferrara, tranne un 58enne che vive a Cavarzere (Ve) e che da tempo frequenta il reparto di Ematologia del S. Anna, dove è assistito per una patologia del sangue, la paziente era in età avanzata e soffriva di alcune patologie croniche.
sintomi che ingannano.

È proprio questa categoria di pazienti che, a partire dalla fine di luglio, ha subìto gli effetti più severi del contatto con il virus, non solo a Ferrara ma anche in altre province e regioni, e che – nella quasi totalità dei casi – sarebbe stata punta da una zanzara. Un pizzicotto che spesso non viene notato dall’ammalato, caso che si sarebbe ripetuto anche per la donna deceduta martedì notte e, secondo quando dichiarato alla “Nuova” dai parenti, per altre due delle quattro vittime ricoverate in provincia. La malattia, fra l’altro, ha un decorso che può ingannare. Si presenta con una febbre, che può essere anche elevata, ma spesso viene attribuita a un malessere stagionale.

Quando dopo 2-3 giorni l’alterazione della temperatura inizia ad essere considerata il segnale di un disturbo non passeggero può essere tardi, perché nel frattempo può subentrare l’encefalite, dopo che il virus ha attaccato il sistema nervoso centrale. Gli ultimi dati comunicati dal Sant’Anna (l’evoluzione dell’epidemia è monitorata anche dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl e dalla Regione Emilia Romagna) indicano che sono 9 le persone attualmente ricoverate (6 in Malattie infettive, 2 in Medicina Interna e 1 in Ematologia) e 4 i decessi (in Italia sono stati 11).

L’ultimo paziente entrato al Sant’Anna con i sintomi della Febbre del Nilo Occidentale è arrivato ieri da Cento, ha 81 anni ed è assistito in Malattie infettive. Gli altri ricoverati, a parte il paziente di Cavarzere, risiedono a Ferrara (3 tra cui un uomo che però soggiornava temporaneamente a Vigarano dove probabilmente si è ammalato), Masi Torello, Lido delle Nazioni (un turista originario di Mezzogoro ma residente in Piemonte), Voghiera e Vigarano. L’alto e imprevisto numero di ricoveri sta mettendo a dura prova la ricettività del reparto di Malattie infettive. Ieri il direttore, Marco Libanore, ha precisato che la percentuale di positività (presenza del virus) nelle zanzare è scesa dal 30% circa al 10-12%. In teoria quindi il numero di contagi dovrebbe tendere a calare. –

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