«Mi ha fatto guarire dalla leucemia Cerco il ferrarese che mi ha salvato la vita»
Una donna vorrebbe trovare e conoscere un nostro concittadino. E’ un uomo che ha appena compiuto 48 anni e le ha donato il midollo
La storia. Ha pubblicato un annuncio sulla sua bacheca di Facebook, ma poi si è resa conto che contattare il quotidiano di Ferrara le avrebbe dato qualche chance in più per ritrovare chi le ha salvato la vita. Abbiamo accolto la sua richiesta d’aiuto ed eccoci a raccontare la storia di Raffaela Convertini, della sua malattia e del suo salvatore, un ferrarese, che vorrebbe conoscere.
Il post. «Oggi è il compleanno del mio donatore. Non so niente di lui, solo che vive a Ferrara e che è nato il 21-08-1970, che si è sottoposto all’espianto di midollo il 21-03-2017 dalle ore 10.20 fino alle 14.23 a Bologna e che il 23-03-2017 mi ha ridato la vita! Due date, due nascite: la sua e la mia. E se sono qui è merito suo e del suo incredibile gesto di altruismo. So che le probabilità che qualcuno, leggendo questo post, si riconosca in una data e in un luogo sono ridotte al lumicino, ma la malattia, tra le tante cose, ci insegna anche ad avere fiducia o speranza. Ma se per qualche imprevedibile strana casualità, una di quelle che a volte la vita si diverte a disseminare, nascoste sul nostro cammino, ma se il mio donatore leggesse questo messaggio, vorrei potergli dire questo: grazie! Mille volte, per quello che hai fatto e sopportato per consentirmi di ritornare al mondo e alla vita. Grazie per aver deciso di donare. Dentro di me vive una parte di te e grazie ad essa io vivo e sto bene. Ancora tantissimi auguroni».
Dalla Germania. Raffaela Convertini è pugliese, ma abita in Germania, vicino a Francoforte. Ieri ci ha raccontato la sua vicenda: «Il 9 agosto 2016 ero in ferie in Italia: mi sono sentita male, sono andata al pronto soccorso e mi hanno diagnosticato una leucemia mieloide acuta, ricoverandomi al “Moscati” di Taranto. Ho iniziato con la chemioterapia, 4 cicli da 7 giorni, sono rimasta ricoverata fino a dicembre, poi mi hanno fatto uscire per andare a trovare i miei figli per Natale in Germania. Sono quindi tornata a Taranto per il nuovo ciclo di chemio a febbraio e mi hanno messo in lista per trovare un donatore di midollo osseo. Perché le cure in Italia? Le ho iniziate lì e poi stavo male, non potevo rientrare in Germania, inoltre a Taranto mi sono trovata benissimo e ho deciso di proseguire lì, trapianto compreso».
Il donatore. «Di lui so poco, solo che ha fatto l’aspirato alla clinica di Bologna: era compatibile e là ha fatto l’espianto di midollo. Le scarne notizie su di lui le ho avute dalle carte dell’ospedale di Taranto: avevo chiesto se era possibile conoscerlo, ma mi hanno detto di no». Per Raffaela è come avere un nuovo genitore che le ha donato una seconda vita e ora vorrebbe conoscerlo: «Non sono mai stata a Ferrara, ma a fine settembre dovrò scendere a Taranto per controlli e vengo in auto, posso fermarmi lì per incontrarlo». Se il donatore volesse stabilire un contatto con Raffaela, può usare il nostro giornale come tramite. Per un altro lieto fine. —
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