Riuniti per dare un nome alla villa che ospita “Vita indipendente”
PONTE RODONIIl progetto “Vita Indipendente” è partito, sotto forma di progetto “pilota”, ma già si studia la possibilità di sistematizzarlo e, intanto, il nome da dare alla casa che ospita i ragazzi...
PONTE RODONI
Il progetto “Vita Indipendente” è partito, sotto forma di progetto “pilota”, ma già si studia la possibilità di sistematizzarlo e, intanto, il nome da dare alla casa che ospita i ragazzi seguiti dai servizi sociali di Bondeno e Cento. I quali, seguiti da educatori, stanno svolgendo le attività messe in campo, per arrivare ad una parziale autonomia, secondo quelle che sono le finalità del discorso imbastito e messo in campo (con tanto lavoro alle spalle) dalle due amministrazioni. «Siamo partiti con i primi sei ragazzi, seguiti dagli educatori di Coop Serena e dalla dirigente del progetto, Angela Dianati – rivela l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti – ma potenzialmente sono già 18 i ragazzi che potranno alternarsi all’interno della casa situata in via Gorizia, a Ponte Rodoni». Una location non casuale, visto che proprio al nome della città di “Gorizia” sono legati gli innovativi metodi di reinserimento sociale del professor Franco Basaglia, di cui si celebrano quest’anno i quarant’anni della legge che porta il suo nome e che ha dato un nuovo futuro a tutta l’attività che riguarda l’igiene mentale.
“Vita Indipendente”, nello specifico, è un progetto al quale l’amministrazione di Bondeno ha creduto da subito, forte di altre esperienze in cui le attività socio-educative svolte fuori dalle mura domestiche familiari ha portato grandi benefici agli utenti.
Domani alle 19 è in programma dunque “l’Apericena in compagnia”, che vuole essere un momento di ritrovo festoso, ma anche di primo bilancio di questi mesi iniziali di attività. Soprattutto, «l’occasione servirà – sottolinea Coletti – per dare un nome a questa casa, nella quale gli operatori e gli ospiti stanno portando avanti attività interessantissime. Qualche idea al riguardo ce l’abbiamo ma vorremmo che fosse una condivisione collettiva tra i presenti il momento in cui dare un nome alla villa, in cui si sta svolgendo il primo progetto di “Vita Indipendente” del territorio». —
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