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Omicidi di Igor l’ultima versione: «Ho ammazzato per non morire»

Alessandra Mura
Omicidi di Igor l’ultima versione: «Ho ammazzato per non morire»

Depositata la relazione medica disposta dalla difesa «Personalità problematica che va approfondita» 

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FERRARA. «Ho ucciso perché mi sono trovato in situazioni in cui solo il più abile sopravvive. Mi dispiace per quello che è successo ma ho dovuto uccidere per non essere ucciso». Nel carcere di Zuera a Saragozza dove è rinchiuso dal dicembre scorso, Igor Il Russo - l’assassino di Budrio e del Mezzano catturato in Spagna dopo aver compiuto altri tre omicidi - ha consegnato queste parole allo psichiatra Vittorio Melega, che su incarico degli avvocati difensori Cesare Pacitti e Gianluca Belluomini ha stilato una relazione medica sulle condizioni psichiatriche del killer.

La consulenza, depositata all’ufficio del Gip di Bologna Antonio Ziroldi, sarà acquisita tra le carte del processo per l’uccisione del barista Davide Fabbri a Budrio e della guardia ecologica Valerio Verri nel Mezzano. Quattro ore e mezza faccia a faccia con Norbert Feher-Igor Vaclavic, nel carcere spagnolo, hanno portato lo specialista incaricato dalla difesa a concludere che il detenuto «non è un fanatico, ma un soggetto con una personalità complessa e problematica dal punto di vista psicologico e psichiatrico, e che meriterebbe di essere approfondita con una perizia super partes, disposta dal giudice chiamato a stabilire la capacità di intendere e di volere dell’imputato».

Nel ribadire la necessità a non fermarsi alle consulenze di parte, il dottor Melega sottolinea che la sua indagine «non ha alcuna intenzione pregiudiziale, ma è mirata al raggiungimento della verità nell’interesse di tutti. Non è un atto contro le vittime e i loro familiari ma, come prevede la nostra Costituzione, si deve garantire a tutti un processo giusto, nelle aule dei tribunali e non mediatico. Casi come questi vanno studiati, e c’è bisogno di equilibrio e non di clamore».

Clamore avevano suscitato, un mese fa, le dichiarazioni di Igor riportate da alcuni quotidiani spagnoli secondo cui gli omicidi gli sarebbero stati “ordinati da Dio”. «A me non ha detto nulla del genere e ritengo che quelle parole siano state frutto di una interpretazione ad effetto - spiega il dottor Melega - Di certo Feher ha un problema con la religione, nel senso che ha una visione della sua vita legata al suo rapporto con Dio, ma non è un fanatico religioso e posso escludere nel modo più assoluto che abbia pronunciato quella frase».

Nel corso dei due incontri con lo psichiatra, Vaclavic è stato «molto collaborativo, e ha avuto un atteggiamento formale, molto lontano dalla descrizione demoniaca del killer dagli occhi di ghiaccio». Molto diversa dunque, la “versione” sugli omicidi: «Ha detto che ha sparato perché si è trovato in una situazione in un solo il più abile sopravvive, ricorrendo a un concetto di tipo militare».

E un addestramento militare, secondo quanto riferito allo specialista, Igor l’avrebbe ricevuto davvero. «Ha detto di aver avuto un addestramento militare in Serbia, ma non nel periodo del conflitto con la Croazia. Poi si è arruolato come volontario mercenario in Ucraina». La relazione depositata presso il Gip riferisce anche alcuni particolari che il pluriomicida ha riferito sulla sua vita. Ha raccontato che a quattro anno è stato allontanato dai genitori e affidato a un’altra famiglia perché il padre era violento ed etilista. Solo sette anni dopo, quando la madre si è separata dal marito, Feher è tornato in famiglia, all’età di undici anni, ma non è mai riuscito a stabilire alcun rapporto con il fratello e le sorelle. In Serbia ha frequentato le scuole con profitto, conseguendo il diploma di perito tecnico, per poi intraprendere l’attività militare.

In Italia, ha riferito ancora nel corso dei colloqui, sarebbe arrivato per cercare lavoro, non trovandolo nel suo Paese. Igor dice di essere arrivato in modo regolare e di aver lavorato per un anno come perito tecnico tra Ferrara e Rovigo, ma queste affermazioni non trovano riscontro, anzi secondo gli inquirenti sarebbe entrato in Italia da evaso, dopo essere stato arrestato in Serbia per violenza sessuale, furto e aggressione. La storia di Igor prima della sua carriera criminale in Italia finisce qui. Il resto è purtroppo storia nota. —

Alessandra Mura

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