Tra arte e cervi “in diretta” il Castello guarda al futuro
Tramite una webcam sarà possibile ammirare gli animali del Gran Boscone Nelle sale mostre ed eventi: si punta anche al prestito di opere del Guercino
mesola
«Qui Castello, a voi Bosco». Una linea diretta tra il museo del cervo ospitato dal complesso architettonico cinquecentesco e la più estesa area boschiva ferrarese. Con i suoi meravigliosi cervi, appunto, a “recitare” da assoluti protagonisti.
Il via a questa novità non è lontano, «questione di qualche mese», dice il sindaco Gianni Michele Padovani. Ma di cosa si tratta?
«In pratica chi visiterà il Castello e il museo attraverso dei monitor potrà osservare cosa succede in quel momento all’interno del bosco: i cervi saranno visibili in tempo reale, un modo per invogliare ad andare a vedere gli animali dal vivo», spiega il primo cittadino mesolano.
Il progetto è stato finanziato con 100mila euro sulla base della legge 77/2006 che stabilisce misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. «Dobbiamo rendicontare il percorso del progetto entro 90 giorni, poi si potrà partire», assicura Padovani.
Intanto è trascorso poco più di un mese dalla riapertura del Castello, dopo il termine dei lavori di restauro. «È ancora presto fare un bilancio di come stia andando – dice il sindaco –. Certo è che ce la stiamo mettendo tutta per provare a valorizzare uno dei nostri due “gioielli”, essendo l’altro appunto il Boscone. Vogliamo fare del Castello un luogo di esposizione di pittura, sede di eventi importanti e di spettacoli».
È già in programma la rassegna di pittura che seguirà quella attualmente visibile (“Transiti” dell’artista Pietro Lenzini): il 29 settembre inaugurerà una mostra di Alfredo Zanellato, 87enne di Ariano Ferrarese, che in passato espose anche a New York, Mosca, Varsavia, Bucarest.
Sull’arte il “nuovo” Castello di Mesola punta davvero forte, visto che, spiega Padovani, «ho in piedi un discorso con il sindaco di Cento per provare a fari prestare un’opera del Guercino.
Un altro obiettivo è la messa in rete dell’edificio costruito intorno al 1578 per volere di Alfonso II d’Este con le altre Delizie del Ducato presenti sul territorio provinciale.
Intanto dal 21 luglio è un Castello dal volto rinnovato quello che si presenta ai visitatori. Una struttura accessibile in modo integrale; al piano terra, reso più luminoso e accogliente, sono stati demoliti tutti gli interventi e i soppalchi realizzati tra gli anni ’70 e ’80. Nuovo look anche per la reception.
Il progetto di riqualificazione è stato interamente finanziato con risorse pari a 700mila euro erogate dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo. —
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