Incendio alla Kastamonu «Troppe le leggerezze»
Il Prc prende posizione e chiede controlli sulla procedura di impatto ambientale «Tutela anche per i lavoratori di Conserve Italia che hanno accusato malori»
CODIGORO
Elena Mazzoni responsabile nazionale Ambiente Prc, Stefano Lugli segretario regionale Prc Emilia Romagna e Stefania Soriani segretaria della Federazione Prc di Ferrara intervengono sulla questione incendio in prossimità dello stabilimento Ex-Falco, attuale Kastamonu chiedendo che venga fatta luce su alcuni punti fondamentali che riguardano la Valutazione di impatto ambientale e la salute di lavoratori.
i fatti
Il 14 luglio nel Comune di Codigoro si è verificata un’emergenza causata dall’incendio di un’enorme catasta di legno in prossimità dello stabilimento Ex-Falco, attuale Kastamonu e “Conserve Italia” dove si produce per la Valfrutta e dove opera anche l’azienda agricola di frutta e verdura del Gruppo Mazzoni. Inevitabile la diffusione di un odore acre di fumo che ha avvolto sia lavoratori che abitanti delle frazioni limitrofe; «la sindaca Alice Zanardi - dicono dalla forza politica - invece di far sgomberare l’area ed effettuare i controlli, rassicura che non ci sono pericoli per la salute. Dopo più di due giorni arriva l’ordinanza in cui si consiglia di chiudersi in casa e non consumare pescato ed uova, ma questo non vale per i lavoratori di Conserve Italia e dei campi attigui che non fermano la produzione».
la posizione
«Alla luce dei fatti e degli interventi effettuati per porre fronte all’emergenza, non possiamo che ritenere inaccettabile tanta superficialità di fronte ad un incendio di tali proporzioni. L’accumulo di una tale quantità di materiale, lasciato esposto, è assolutamente da irresponsabili, ancora di più considerando che accanto lavorano i dipendenti di Conserve Italia per Valfrutta».
Come Partito della Rifondazione Comunista« abbiamo fatto il 23 agosto un accesso agli atti della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il riavvio dell’impianto, ora proprietà della turca Kastamonu. Ci chiediamo come sia possibile che nessun ente abbia presentato osservazioni, anche perché nel progetto c’è l’inserimento di un nuovo impianto di recupero energetico alimentato dagli scarti di legno del processo di produzione. Attenderemo le risposte che dovranno pervenire entro e non oltre i 30 giorni perché intendiamo fare luce su questa faccenda».
i lavoratori
«È inaccettabile che i lavoratori di Conserve Italia e non solo, abbiano respirato fumo senza o con scarsa protezione, accusando vomito, mal di testa e irritazione alle vie respiratorie tanto da essere costretti, in diversi casi a recarsi al vicino pronto soccorso del Delta. Inoltre nei magazzini, come riportano i lavoratori stessi si raggiungerebbero temperature vicine ai 50 gradi, rendendo intollerabili le condizioni ambientali a cui sono sottoposti gli stessi, in entrambi gli stabilimenti. —
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