«Nuova Camera di commercio unita Sì al dialogo ma con il modello Govoni»
Benatti (direttore Cna ferrarese) indica le priorità e le condizioni per accettare la presidenza ravennate e sbloccare lo stallo
Se per Giorgio Guberti, candidato in pectore della nuova Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, la strada che porta alla costituzione del nuovo organismo è in discesa, per Diego Benatti invece è ancora tutta in salita. Questioni di prospettive e punti di vista. Ma il direttore della Cna ferrarese - l’organizzazione imprenditoriale che più di tutte tra quelle estensi ha posto dei veti sulla candidatura Guberti alla presidenza e rivolto critiche alla frattura provocata dalle associazioni ferraresi del commercio - rilancia e annuncia la possibilità di sbloccare il dialogo per arrivare ad un accordo, ma a condizioni ben precise.
«La strada è in salita - scherza Benatti - perché ho imparato a conoscere i ravennati». Poi facendosi serio indica quali sono le condizioni per sedersi ad un tavolo e iniziare la costruzione della nuova Camera senza pregiudiziali e soprattutto portando avanti qualcosa di nuovo.
«Per fare un passo avanti e sbloccare la situazione - dice il direttore della Cna ferrarese - servono fatti nuovi che al momento non ci sono, soprattutto su come sarà la nuova Camera. Come condizione prioritaria spingiamo sul modello ferrarese, mi piace chiamarlo “modello Govoni” dal nome del presidente, cioè puntare a una Camera di commercio come quella di Ferrara, indicata da tutti come un esempio virtuoso in Italia per il sostegno alle imprese. Sul tavolo del confronto e per un’intesa è necessario chiarire anche alcuni aspetti determinanti per il nostro territorio. Vogliamo rafforzare il ruolo della Sipro non solo nel campo dello sviluppo economico, ma anche in quello dell’innovazione. Stesso discorso vale per Delta 2000, la richiesta alla nuova Camera è quella di provvedere ad un potenziamento di tale organismo. Un discorso particolare merita anche l’istituzione Fiera, non c’è quindi solo il porto che logicamente sta molto a cuore ai ravennati, ma bisogna essere chiari anche sui programmi nei confronti del parco del Delta e del rapporto con l’Università di Ferrara, in questi anni preziosa alleata delle imprese del territorio e non solo a Ferrara».
La nuova Camera unita per Benatti e la Cna deve soprattutto rispondere alle esigenze e ai bisogni delle imprese. «Vogliamo capire subito che tipo di idee innovative si metteranno in campo - spiega il direttore Cna - un discorso che va fatto con tutte le associazioni dei due territori. Per questo bisogna essere concreti e capire cosa si vuole».
«Occorre - prosegue nel ragionamento Diego Benatti - che la nuova Camera si metta nelle condizioni di attuare quel cambiamento necessario per il bene dell’economia territoriale. Dai dati di Unioncamere e dell’osservatorio della Camera di Commercio si evincono numerose criticità, la crisi in alcuni settore è ancora reale. Le imprese giovanili non garantiscono ancora una adeguato ricambio generazionali. Esistono problemi forti ancora nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, dove alcuni meccanismi burocratici contribuiscono a frenare l’attività imprenditoriale. Bisogna sostenere meglio il turismo anche se le riflessioni andranno fatte a stagione conclusa. Più sostegno anche al settore manifatturieri che appare in ripresa soprattutto in quelle imprese che usano l’innovazione come arma per conquistare il mercato».
Questa apertura condizionata della Cna apre quindi la stagione del dialogo tra associazioni che si era bruscamente interrotta il 3 aprile scorso quando l’incontro a Ferrara naufragò senza trovare alcun accordo. Adesso arriva la svolta anche perché il tempo stringe e bisogna concludere. —
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