Addio “mitico Cavicchi” Il grande pugile è nel ricordo di tutti
pieve di centoFrancesco Cavicchi, campione europeo di boxe da Pieve di Cento, era a detta di tutti un uomo buono. Concetto ribadito più volte da don Alberto Di Chio durante l’omelia del funerale che...
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Francesco Cavicchi, campione europeo di boxe da Pieve di Cento, era a detta di tutti un uomo buono. Concetto ribadito più volte da don Alberto Di Chio durante l’omelia del funerale che si è tenuto ieri mattina nella cappella interna al cimitero di Pieve di Cento.
Ad accompagnare il “gigante buono”, il pugile che tanti onori aveva dato alla sua Pieve e che era apprezzato e stimato in tutto l’Alto Ferrarese e non solo, c’era l’intera comunità che si è stretta ai figli Claudia e Sanzio, ai parenti, agli amici.
Si è spento all’età di 90 anni il grande pugile pievese Francesco Cavicchi, Cesco come era chiamato amabilmente un po’ da tutti. Cesco, categoria pesi massimi, negli anni Cinquanta fu l’idolo di tutti gli italiani che lo elessero “il nuovo Carnera”. Ha combattuto da professionista 89 incontri, vincendone 71 dei quali 45 per ko. Durante la sua carriera pugilistica riuscì a portare 60mila persone allo stadio di Bologna per il suo famoso match per la corona europea contro il favorito di Dortmund, Heinz Neuhaus. E invece vinse nettamente Cavicchi e da allora fu per tutti “il mitico Cavicchi”.
«Durante la sua lunga vita – ha detto don Alberto – ha lasciato un segno profondo, Francesco, non soltanto nella sua famiglia, non soltanto nel suo paese, ma anche nella storia e, come da tutti è stato ribadito, era un uomo buono, era un cristiano buono». Anche il sindaco pievese Maccagnani lo ricorda: «Cavicchi è stato un grande campione sul ring e nella vita». Al termine della messa, poi, la tumulazione nel cimitero pievese. —
G. M.
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