Le prospettive di lavoro spingono verso il sì Il no è a tutela del Parco
COMACCHIOPareri discordi quelli raccolti ieri mattina in centro a Comacchio. Tante sono le domande e le perplessità che si pongono i residenti riguardo a questo nuovo progetto di riqualificazione...
COMACCHIO
Pareri discordi quelli raccolti ieri mattina in centro a Comacchio. Tante sono le domande e le perplessità che si pongono i residenti riguardo a questo nuovo progetto di riqualificazione della ex Cercom.
«Se vogliono danneggiare ulteriormente l’ambiente in cui viviamo e peggiorare la nostra qualità di vita che facciano pure, io sono totalmente contro», dice accorata Gianna Bellotti. Dello stesso parere sono Maurizio Felletti che rileva come «in quei camini così alti non ci vedo nulla di buono», e Pier Paolo Mangherini, che sottolinea come «ci dovrebbero essere più controlli non solo in fase di progettazione e di valutazione del progetto stesso ma anche successivamente, quando gli impianti saranno tutti operativi».
Quella dell’occupazione è la motivazione principale per chi invece sostiene il si. Non senza qualche dubbio Pier Natale Carli si dice favorevole alla riapertura della Cercom: «Chi di dovere valuterà, certo che rimane il problema del traffico e dei servizi che a mio avviso restano piuttosto scarsi». Aggiunge soddisfatto Rino Greppi che «porterà lavoro per i nostri giovani, sono felice che la fabbrica possa riaprire i battenti». Arturo Mezzogori, ex dipendente della fabbrica, si dichiara favorevole alla riapertura al cento per cento «L’impatto ambientale ormai per questo tipo di lavorazioni è vicino allo zero, ci sono appositi camini dotati di filtri atti a ridurre al minimo l’inquinamento». «Ci sono altre località turistiche come nei lidi Ravennati o ancora Rimini e Riccione che hanno coltivato una vasta area industriale che non compromette in alcun modo l’indotto turistico». —
Annalisa Fabbri
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