La Nuova Ferrara

Ferrara

ferrara

Imprenditrici, che fatica: «I clienti non credono a una donna che dirige»

Giulia Paratelli
Imprenditrici, che fatica: «I clienti non credono a una donna che dirige»

Forum alla Nuova Ferrara sul mondo del lavoro visto dal punto di vista femminile. «Solo il 30% delle laureate trova impiego nel settore per le quali hanno studiato» 

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.17191349:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/donne-imprenditrici-a-ferrara/98610/99094]]

FERRARA. La prima puntata trattava il tema associazionismo con l’importante ruolo delle donne nel panorama del volontariato ferrarese. Durante il secondo forum sulle donne che si è svolto nella sede de La Nuova Ferrara si è parlato di imprese e quante possano essere le penalizzazioni che si devono affrontare nella quotidianità del lavoro, proprio a causa del fatto di essere donne. Alla domanda sui possibili ostacoli che hanno incontrato durante il loro cammino verso posizioni rilevanti, le nostre ospiti hanno fornito testimonianze diverse, ma tutte altrettanto interessanti.

Si migliora pian piano
Monia Dalla Libera, vicepresidente del Consorzio aglio Dop di Voghera, afferma come la situazione stia lentamente migliorando: «La mentalità maschile è ancora predominante, ma devo riscontrare una sostanziale apertura negli ultimi cinque o sei anni». Mariangela Cavallari, titolare del ristorante pizzeria Da Mengi in centro città, ha una visione simile: «Lavoro nell’ambito della ristorazione da tanti anni, questa non è la mia prima attività e non noto sostanziali problemi. È vero che la figura di imprenditrice femminile in questo settore è più facile da riscontrare rispetto ad altri ambienti, ma le uniche perplessità che ho riscontrato sono state verso i miei dipendenti maschi che, soprattutto in una prima fase, sono meno abituati a ricevere ordini da una donna. I fornitori sono quasi nella totalità della mia esperienza uomini, ma anche in questo caso non posso dire di aver riscontrato alcuna difficoltà. Di certo noto che il clima sta cambiando e la strada, per così dire, si sta spianando sempre di più».
 

La scuola
Un’altra interessante testimonianza è quella riportata da Anna Rosa Chieregato, nella sua duplice veste di docente del liceo classico Ariosto di Ferrara e di presidente di Fidapa Bpw, associazione che rappresenta le donne impegnate in varie carriere professionali che racconta: «Dal punto di vista del mondo della scuola non posso che essere contenta, essendo il ruolo di insegnante storicamente aperto ad entrambi i sessi, non ho mai riscontrato alcun tipo di problema di parità di genere. Il discorso, purtroppo, non è estendibile a tutti i settori in quanto, come presidente di Fidapa, devo ricordare che spesso ci troviamo ad esaminare ambiti nei quali esistono sostanziali problemi con la parità di salari per il medesimo ruolo, le difficoltà ad accedere a certe posizioni rilevanti nonostante una buona preparazione tecnica e diverse difficoltà nei rapporti con i colleghi uomini. Una statistica recente ci ricorda, purtroppo, come solo il 30% delle donne laureate in discipline scientifiche riescano a trovare occupazione nello stesso settore per il quale hanno studiato. Secondo questa ricerca, se si riuscisse ad utilizzare questa potenzialità mancata per il territorio nazionale si registrerebbe un balzo in avanti del Pil di 1,2 milioni di euro».

Aziende in rosa
La testimonianza di Camilla Bozzi, giovanissima socia di Fidapa nonché imprenditrice nell’azienda di famiglia che si occupa di logistica è sulla stessa lunghezza d’onda: «La mia azienda è nata al femminile, grazie all’esperienza di mia nonna in questo ambito, portata poi avanti da mia madre e adesso da me; tre generazioni di donne che operano in un ambito storicamente e a stragrande maggioranza maschile. Le mie esperienze sono buone, nel senso che non posso raccontare di esperienze personali di difficoltà in quanto donna, semmai, posso affermare di aver ricevuto poca credibilità dai clienti in base alla mia giovane età. La situazione è stata differente per mia madre: spesso racconta di come, soprattutto anni fa, i clienti le chiedessero di parlare con il capo, non credendo possibile che una donna ricoprisse tale ruolo...». —

Giulia Paratelli

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google