Rapine in casa e anziani malmenati. Le ricerche estese anche nel Ferrarese
I malviventi pericolosi perché balordi. Metodi molto simili al gruppo criminale che seminò il terrore nell’estate del 2015
Non sono professionisti, e per questo sono ancora più pericolosi i malviventi che hanno già colpito più volte nel Polesine, appena oltre il confine naturale del Po tra Emilia e Veneto. Le rapine violente messe a segno ai danni di anziani soli da parte di tre uomini incappucciati e dai metodi brutali ricordano spaventosamente lo “stile” criminale della banda che nell’estate del 2015 tenne sotto scacco il Ferrarese con intrusioni in case isolate, abitate da anziani o da soggetti fragili, contro i quali usavano una violenza tanto efferata quanto sproporzionata alle circostanze e alla posta in gioco.
Quell’estate di terrore
Quell’estate di tre anni fa culminò, a settembre, con la tragedia di Pier Luigi Tartari, il pensionato di Aguscello aggredito in casa, ferito a morte e lasciato agonizzante in un capannone a Fondo Reno. Era stato il colpo che aveva segnato la fine della banda di Ivan Pajdek, che nel corso delle rapine precedenti aveva visto la partecipazione anche di Igor il Russo. L’assassinio di Tartari, uno choc per tutta la città, impresse alle indagini quella svolta che portò, nell’arco di breve tempo, ad arrestare tutti i componenti della banda: Costantin Fiti, Patrick Ruszo e il capo Ivan Pajdek, mentre la latitanza di Igor (assente ad Aguscello) continuò ancora con le conseguenze tragiche ben note.
Ricerche anche nel Ferrarese
Il crescendo di violenza che sembra contraddistinguere la cifra criminale di questa nuova, pericolosa banda che sequestra, picchia e rapina anziani inermi, ha portato gli inquirenti dell’Arma dei carabinieri a svolgere indagini ad ampio raggio, estendendo le ricerche anche alle province confinanti, tra cui il Ferrarese, che dista solo una manciata di chilometri dal colpo compiuto la sera di venerdì 24 agosto a Occhiobello: una signora di 78 anni è stata minacciata con un falcetto e malmenata dai banditi per costringerla a consegnar loro i pochi contanti che teneva in casa. Venti minuti di angoscia da cui perlomeno l’anziana è uscita incolume. Molto peggio è andata, un’ora dopo, a una coppia di Arquà Polesine, picchiata con ferocia dai ladri, forse ancora più incattiviti per il magro bottino di poco prima, o resi più violenti dalla presenza di un uomo. Lei bastonata alla schiena con una pala di legno, lui colpito con un pugno in pieno volto. Sarà fondamentale, nella caccia a questa banda che tocca più province, la coordinazione tra inquirenti. Che sono al lavoro a 360 gradi alla ricerca di riscontri e tracce, a cominciare dagli accertamenti sulla Mini portata via nel corso della rapina a Occhiobello e ritrovata il mattino dopo dalla Municipale locale poco lontano. —
A.M.
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