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Morti per tumori, Ferrara è sotto la media

Marcello Pulidori
Morti per tumori, Ferrara è sotto la media

Una indagine mette in risalto la situazione nella nostra provincia: sono otto i casi ogni diecimila abitanti

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Ferrara e la sua provincia terra con un’alta incidenza di tumori? Diciamo che c’è chi sta molto peggio di noi. Se, infatti, la media nazionale è di 9 decessi per patologie tumorali ogni diecimila abitanti compresi tra i 20 ed i 64 anni, la provincia estense tocca l’8,8.

Il Sole 24 Ore

Molto interessanti e significativi i dati, fonte “Il Sole 24 Ore”, relativi all’ultima rilevazione che riguarda la incidenza di morti per tumore nelle province italiane. Sul piano dei numeri, la provincia con la maggiore incidenza di decessi per tumore (considerati sempre ogni 10mila abitanti, e tra i 20 ed i 64 anni) è quella di Napoli con ben 11,4 morti ogni diecimila abitanti, seguita da quella di Caserta con 11 decessi. Più precisamente la zona a più alto rischio oncologico assoluto rilevata dalla indagine de “Il Sole 24 Ore” è proprio quella a cavallo tra le due citate province (Napoli e Caserta), non a caso tristemente nota come Terra dei Fuochi. Nei decenni scorsi, lo spargimento di rifiuti molto pericolosi sia per la salute dell’ambiente che per quella dell’uomo, deve avere inciso in modo determinante. Sta di fatto che questa è la zona che coincide sia con i roghi di rifiuti che con il più alto tasso di patologie oncologiche a livello nazionale.

Il record di Isernia

Dalla testa della speciale graduatoria alla sua coda, dove si trova la provincia di Isernia, con i 7 casi ogni 10mila residenti, cioè la provincia italiana con la minor incidenza di morti per tumore. Chiara l’intenzione di chi ha condotto l’indagine di comprendere un fascia di età lavorativa e che dunque contempli anche quelle morti, sempre per tumore, che hanno una stretta correlazione con il lavoro del malato. O che addirittura spesso ne sono la causa. Restando, invece, nell’ambito della regione Emilia-Romagna, il capoluogo di regione Bologna si attesta sull’8,4, Piacenza raggiunge un picco abbastanza preoccupante (9,2), lo stesso fatto registrare dalla marittima Ravenna. La provincia di Forlì-Cesena tocca l’8,9, avvicinandosi dunque di molto alla media nazionale. Il vero allarme (ma come si è visto non mancano i punti dolenti che sono poi le presunte cause delle patologie) si registra nella provincia di Napoli, con un 11,4 che rappresenta il dato di maggiore gravità in ambito nazionale.

Capitale dell’amianto

Alti sono, però, anche i dati che riguardano, tornando al nord, province come Pavia (10,1), Vercelli (10,8) dove negli ultimi anni si sono verificati numerosi casi di patologie legate all’amianto di cui la stessa Vercelli, dai mezzi di informazione, venne un paio di anni fa definita la “capitale”. Alto anche il dato di Biella (10,2), quasi identico quello di Aosta (10,1%).

Le miniere

Infine, si torna su cifre preoccupanti trasferendosi in Sardegna, terra di miniere: la provincia di Carbonia-Iglesias (qualche anno fa inserita nella provincia unica di Cagliari) fa registrate difatti un dato (11 decessi ogni diecimila residenti) che, al pari di altre situazioni, fa riflettere.

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