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Clara non rinnova i contratti a termine Tutti i lavoratori in stato di agitazione

Clara non rinnova i contratti a termine Tutti i lavoratori in stato di agitazione

Prime 37 uscite dal 31 dicembre, a rischio un’altra settantina di posizioni. I sindacati: c’è un buco, chi è responsabile?

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È scontro aperto in Clara su occupazione e prospettive della società che si occupa del servizio rifiuti in tutti i Comuni ferraresi, ad eccezione del capoluogo e di Argenta. In due incontri, tra la mattina e il pomeriggio di lunedì 27, il presidente Annibale Cavallari e il direttore Raffaele Alessandri hanno comunicato ai sindacati l’intenzione di non rinnovare 37 contratti a termine oltre il termine del 31 dicembre, e di aver messo sotto osservazione anche gli altri tempi determinati, per un totale di un centinaio di posti. L’azienda motiva questa mossa con problemi legati al Decreto dignità e all’esigenza di rivedere turni e orari in particolare degli autisti raccoglitori, in vista del piano di riorganizzazione verso la tariffa puntuale, da presentare il 4 settembre ai soci; il tutto accompagnato dalla promessa di bandi concorsuali a partire da settembre, per assunzioni a tempo determinato.

bordate sindacali

Cgil, Cisl e Uil, con le rispettive categorie, hanno reagito malissimo. Immediata la proclamazione dello stato di agitazione, che potrà trasformarsi in sciopero dopo il passaggio dal Prefetto, e la richiesta «d’incontro immediato», scandisce Massimo Zanirato (Uil), con i Comuni soci. «Clara rischia di pattumare se stessa - c’è scritto nella nota congiunta - Nell’incontro del 27 agosto tutte le certezze e i ragionamenti impostati in un anno di discussioni sono improvvisamente saltati. Niente stabilizzazioni del personale, niente internalizzazioni di servizi, niente piano industriale. Semplicemente ci viene comunicato che esiste un’importante criticità legata alla sostenibilità economica e finanziaria dell’azienda che implica il mancato rinnovo di tutti i contratti a tempo indeterminato, per adesso. Un “buco”, quindi. Creato da chi?». Tutti “sospettati”, dalle gestioni Area e Cmv ai sindaci controllori, fino all’attuale management. E un interrogativo: a partire dal 31 agosto, data dei primi contratti a termine non rinnovati, i rifiuti chi li raccoglie?

Replica aziendale

La replica ufficiale del presidente arriva in serata, e parte dal presupposto che consolidamento della società e erogazione del servizio «al giusto costo» non possono prescindere «da una profonda razionalizzazione del sistema di raccolta in territori che provengono da esperienze diverse attraverso un piano industriale credibile, sostenibile finanziariamente e che permetta lo svolgimento efficiente ed efficace del servizio; fondamentale sarà far chiarezza sul modello organizzativo sui cui si fonda la raccolta». I contratti a termine, prolungati fino a 36 mesi, vanno verificati «anche ma non solo, in relazione al Decreto dignità che ha modificato in maniera profonda le regole»; tenendo conto che Clara, azienda pubblica, non può semplicemente commutare contratti a termine in tempi indeterminati, ma deve passare per concorsi, per ora senza numeri e comunque senza garanzie di assunzione per gli attuali lavoratori. Il “buco”? Alessandri ammette «tensioni finanziarie a causa di crediti inevasi, non perseguiti negli anni scorsi». Chi coprirà il servizio in attesa delle assunzioni? «Personale avventizio» risponde il direttore.

Regione coinvolta

Marco Pettazzoni (Lega) chiede un intervento della Regione per la «stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e l’internalizzazione dei servizi in appalto». Kiwan Kiwan (Prc) attacca i vertici Clara, «se la crisi c’è non la devono pagare i lavoratori».

Stefano Ciervo

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