Gazebo e chioschi possono restare fissi in spiaggia
Gli stabilimenti balneari dei Lidi avranno il diritto di mantenere tutto l’anno chiringuito e altre strutture
lido volano. Una sentenza del Consiglio di Stato potrebbe fare giurisprudenza ed aprire una nuova frontiera, a sostegno delle imprese balneari. Con una pronuncia della scorsa settimana il Consiglio di Stato, respingendo un ricorso della Soprintendenza pugliese, di fatto riconosce il diritto agli stabilimenti balneari di mantenere per tutto l’anno sull’arenile le strutture smontabili, quelle di facile rimozione.
la sentenza. «È sicuramente una sentenza importante – commenta Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti e presidente del consorzio degli stabilimenti balneari del Lido di Volano –, che può riguardare anche il nostro territorio. Ma occorre fare un distinguo, perché la sentenza si riferisce sicuramente a quelle strutture ritenute di facile rimozione, come lo sono i gazebo in spiaggia. Diversa cosa sono quelle strutture definite temporanee, che in base al nostro piano dell’arenile vanno montate in spiagge e smontate entro 80 o 120 giorni, a seconda della concessione ottenuta».
i gazebo. I gazebo adibiti a chiosco bar in spiaggia pullulano, soprattutto ai Lidi Estensi e Spina, dove la distanza da coprire tra lo stabilimento balneare e la battigia supera il più delle volte i 200 metri e risulta più comodo fermarsi per un drink o un gelato davanti ad un chiringuito, che sistematicamente a fine stagione deve essere smontato. Allo stesso modo, negli ultimi anni, sono sorti alcuni stabilimenti balneari innovativi, come il bagno Bambù al Lido delle Nazioni o la recentissima Casa delle Dune Beach al Lido degli Scacchi, realizzati interamente in legno, area d’ombreggio compresa.
Lo smontaggio di tutte le strutture, a chiusura della stagione balneare, è una prerogativa specifica di questi stabilimenti balneari.
E sulle spiagge e concessioni i tema è aperto. Dopo l’iniziativa di sensibilizzazione del Sib-Confcommercio di domenica scorsa, l’annosa problematica legata al rischio di asta ad evidenza pubblica per le concessioni balneari, viene rilanciata ora da Confesercenti con l’obiettivo di riconoscere prima di tutto un congruo periodo transitorio per quelle di vecchio rilascio. —
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