Si prolunga l’esilio dell’Argentana E c’è il nodo via Napoli
Lavori allo stadio comunale più costosi e lunghi del previsto Società e Comune in disaccordo sulla tribuna nell’altra sede
argenta
Domenica scorsa l’esordio stagionale in Coppa Italia come previsto è avvenuto al centro sportivo di via Napoli. Ma rispetto alle previsioni iniziali anche in campionato la compagine granata dovrà disputare diverse partite in quella che è la sede delle sue giovanili, perché i lavori allo stadio “Lucio Mongardi” andranno molto più in là. La ragione è propriamente economica, perché una volta iniziato l’intervento si è appurato che la cifra messa a disposizione dal Comune di Argenta (in tutto 150mila euro) non saranno sufficienti.
Già all’inizio dello scorso mese di luglio il presidente dell’Argentana, Eugenio Bruschi, aveva spiegato che non era un grosso problema giocare in via Napoli, purché fosse garantita la presenza di una tribuna, considerando il livello del campionato a cui partecipa la sua squadra (l’Eccellenza, massima categoria regionale). E proprio la tribuna è il vero nodo, perché da una parte Bruschi si dice possibilista, ma a frenarlo è proprio l’amministrazione.
«Ci è parso di capire che in vista della prima gara in casa in campionato (il 9 settembre con il Corticella, ndr) - dice Bruschi - avremo una tribuna coperta della capienza di circa 250 posti, che sarà noleggiata dal Comune. A noi basta questo, perché è chiaro che con la bella stagione una partita si guarda senza tribuna, ma in autunno non è più possibile. Solo così non perderemo il nostro pubblico e accontenteremo gli ospiti».
«Come amministrazione - precisa il vicesindaco Andrea Baldini, che sta seguendo la vicenda -, non possiamo garantire che la tribuna a noleggio sarà disponibile già alla prima di campionato. Abbiamo già contattato la ditta, terrà 225 posti a sedere, ma sui tempi non abbiamo certezze. Allo stesso modo, non era possibile fermare i lavori allo stadio comunale permettendo alla squadra i soli allenamenti. Il “Mongardi” deve rimanere a norma e per riuscire a garantire questo la cifra richiesta è oltre il doppio a quella preventivata (si aggirerà attorno ai 320mila euro, ndr), per cui dobbiamo aspettare il prossimo assestamento di bilancio. I tempi? Di certo non come si pensava all’inizio (entro ottobre, ndr)». —
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