I rimborsi gonfiati degli amministratori Pagano i dipendenti
La Corte dei Conti ha emesso la sentenza relativa alle spese Due funzionari dovranno risarcire il Comune per poche centinaia di euro
ro
Si è chiusa la prima di due tranche della vicenda che riguarda i rimborsi gonfiati degli amministratori del Comune di Ro (sindaci e giunta). A pagare (poco) saranno due funzionari del Comune, rei di non aver effettuato adeguati controlli. Ma la decisione della Corte dei conti, sulla base degli accertamenti della Guardia di finanza (partiti dalla segnalazione della lista civica Il Borgo) è relativa a cifre ben inferiori rispetto a quanto era stato prospettato all’inizio.
la seconda tranche
La sentenza della Corte dei Conti riguarda il periodo in esame in cui era sindaco Antonio Giannini. Al primo cittadino venivano contestati 16.453 di spese per la seconda metà del 2014 e insieme alla giunta 5.997 euro per il 2015. Alla fine il primo cittadino è stato scagionato da tutto, mentre ai due funzionari sono stati contestati rimborsi gonfiati per soli 780 euro, ridotti successivamente a meno di 400, che dovranno essere rimborsati al Comune per due terzi da un funzionario e per un terzo dall’altro.
la sentenza
«La Corte dei Conti regionale - spiega l’avvocato Carlo Bresadola, legale dei due funzionari comunali - ha spiegato nella sentenza che vi è stata sì una negligenza dei miei clienti, ma molto esigua. Al contempo, è stato spiegato che non possono non assumersi delle responsabilità anche gli amministratori».
Si trattava di cifre ed errori minimi, ad esempio al bar o a pranzo l’amministratore pagava per chi era con lui, ma il rimborso era solo per lui. Oppure, il rimborso veniva richiesto per spese nel territorio comunale, per le quali non è previsto.
la prima tranche
Ancora non è stata comunicata la sentenza dell’altro controllo effettuato sulla stessa vicenda, quello relativo agli ultimi due anni di mandato del primo cittadino Filippo Parisini. I rimborsi contestati, in realtà, risalirebbero al 2010 ma i controlli possono andare indietro al massimo di cinque anni. Le cifre contestate sono maggiori, ovvero 126.450 euro dal 2010 alla prima metà del 2014, ma è un conto complessivo. Anche in questo caso si prevede una sentenza più lieve, se le colpe saranno accertate. —
Davide Bonesi
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