Licenziamenti Clara, i sindacati ribattono: «Il decreto dignità è solo un pretesto»
Cento lavoratori a casa. Appello ai Comuni soci: «Indirizzate al meglio l’azienda. Entro il 31 ottobre i contratti si possono rinnovare». Presidio davanti alla sede il 4 settembre, quando si riunirà il consiglio d'amministrazione
FERRARA. Se c’è qualcuno che non è «né credibile né autorevole», questa la è parte datoriale, ovvero Clara.
Non si è fatta attendere la replica ai sindaci-soci dell’azienda da parte di Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: nel ribadire il presidio davanti alla sede dell’azienda ambientale il 4 settembre, quando i soci incontreranno il management, i sindacati ricordano a Clara il voltafaccia sulle promesse stabilizzazioni di 17 autisti, trasformate nel giro di pochi mesi, se non di poche ore, nel mancato rinnovo di 100 addetti a tempo determinato.
Il voltafaccia
Un programma, frutto di un percorso intrapreso con gli stessi sindacali per la regolarizzazione della pianta organica, annunciato il 19 dicembre («i sindaci possono tranquillamente richiedere la visione del verbale dell’incontro sindacale», puntualizzano Cgil-Cisl-Uil), ribadito l’11 gennaio e confermato perfino la mattina del 27 agosto scorso, poche ore prima della doccia fredda del pomeriggio, con «il cambio totale e repentino della posizione. Alla faccia della credibilità e dell’autorevolezza».
Poi l’appello diretto ai sindaci-soci, che hanno «una grande opportunità, quella di indirizzare al meglio il management».
Decreto Dignità? Una scusa
Perché il Decreto Dignità, incalzano, è solo una foglia di fico: «Le condizioni giuridiche per i contratti a tempo determinato già in essere non sono cambiate. Il decreto Dignità non pone limiti e vincoli in tema di posti di lavoro a tempo determinato: le proroghe dei contratti effettuate entro il 31 ottobre seguono le precedenti regole».
Sarebbe dunque bastato rinnovare i contratti per 12 mesi entro tale data. L’azienda aveva invece proposto di prorogare i rapporti di lavoro fino al 31 dicembre e, a fronte del rifiuto dei sindacati, aveva proposto «singolarmente ai lavoratori di sottoscrivere la proroga fino al 31 dicembre», dando prova di «non conoscenza del contratto collettivo nazionale in tema di gestione delle relazioni sindacali e dello Statuto dei Lavoratori». Respinta al mittente anche l’accusa, rivolta dai sindaci, di fornire notizie fuorvianti parlando di un buco di bilancio in realtà inesistente. «Le parti sindacali non hanno mai parlato di buco di bilancio - è la replica - È stato il management a dichiarare ai giornali, il 29 agosto 2017 che “sono 6-7 milioni di euro i mancati introiti accumulati negli anni, parzialmente coperti da aumenti di tariffe”. Dunque non si può parlare di buco di bilancio, ma di “buco” sì».
E mentre i sindacati e i lavoratori di Clara si preparano al presidio del 4 settembre e procedono con il tentativo di conciliazione in Prefettura, il tema è stato affrontato anche a Cento alla riunione di ieri sera dei Capigruppo, durante la quale i rappresentanti consiliari hanno chiesto conto al sindaco Toselli della situazione. —
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