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Mancati rinnovi a Clara i Comuni-soci fan quadrato

Mancati rinnovi a Clara i Comuni-soci fan quadrato

I sindaci in una nota congiunta: «Nessun buco, i conti 2017 sono in ordine» Sì al confronto con le organizzazioni dei lavoratori, «ma che sia produttivo» 

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Dichiarano di essere disponibili «fin da subito», ad accogliere la richiesta dei sindacati ad aprire un tavolo di confronto e discussione» sul dramma dei 100 lavoratori a tempo determinato di Clara a cui non sarà rinnovato il contratto, ma al tempo stesso i Comuni soci del colosso nato dalla fusione di Area e Cmv, alzano gli scudi auspicando che il confronto «sia produttivo e non luogo di scambio di accuse e di utilizzo di notizie non corrette, a tutela del funzionamento della società, dei cittadini che utilizzano il servizio e della dignità del lavoro di tutti».

«Nessun buco di bilancio»

In una nota congiunta, i sindaci contestano le organizzazioni sindacali accusandole di diffondere notizie «fuorvianti e scorrette», e negando che Clara presenti un buco di bilancio. «Come sanno perfettamente, il bilancio per l’esercizio 2017 si è chiuso positivamente e senza, appunto, alcun buco. Questo è un dato incontrovertibile dal quale partire; in caso contrario la discussione e il confronto partirebbero da inesattezze se non da notizie infondate che minerebbero l’autorevolezza e la credibilità di coloro che siedono al tavolo». Aggiungendo poi che non è superfluo ricordare che le entrate di Clara dipendono esclusivamente dalla tariffa per la quale è previsto un accantonamento di “garanzia” proprio per ovviare all’eventuale scompenso creato da coloro che non pagano».

Cento famiglie in ansia

I sindacati, dal canto loro, nell’annunciare lo stato di mobilitazione e avviare tutte le procedure per un tentativo di conciliazione in Prefettura, puntano il dito sulla mancanza di un piano industriale a un anno dalla fusione che ha dato vita a Clara, e rivendicano il percorso avviato con l’azienda per arrivare alla stabilizzazione dei lavoratori a termine. Già a fine agosto la scadenza dei primi contratti, che diventeranno 37 entro la fine dell’anno, lasciando altrettante famiglie prive di una fonte di reddito, di fatto quasi senza preavviso.

«Serve una riorganizzazione»

«Clara - ribattono i Comini-soci - è oggetto di un profondo intervento di riorganizzazione, che deve tenere ben presenti esigenze di economicità, di ottimizzazione e di corretta allocazione e utilizzo delle risorse umane, insieme alla garanzia di condizioni di lavoro giuste e dignitose. A questo proposito lascia abbastanza stupiti che non si dia minimamente atto alla proprietà dell’azienda degli sforzi fattivi compiuti in questa direzione. Occorre, in tale riorganizzazione, rispettare esigenze ben definite che vanno dalla tenuta del bilancio alla sostenibilità delle tariffe che i cittadini devono pagare, per avere un servizio efficiente e capace di rispondere alle aspettative della comunità». A cui si aggiunge il Decreto Dignità «che pone limiti e vincoli non indifferenti - concludono i sindaci - in tema di rinnovo di posti di lavoro a tempo determinato».

Sulla vicenda ieri è anche intervenuto il Pd di Cento, invitando il sindaco Toselli a riferire dinanzi ai capigruppo alla Consulta convocata per oggi, ritenendo «molto grave l’aver appreso questa circostanza dagli organi di informazione». —

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