Disagi nell’Ospedale Senza acqua calda e climatizzazione in tilt
Continuano le lamentele e le segnalazioni dei pazienti I sindacati: «Nessuna risposta è ancora arrivata dall’Asl»
LAGOSANTO
Entrare all’Ospedale del Delta di Lagosanto e fare un giro tra reparti e ambulatori lascia l’amaro in bocca. E la contraddizione si respira in ogni angolo. La struttura, ancora nuova, sembra deserta e lasciata andare e mentre l’aria condizionata funziona perfettamente in aree ormai “disabitate”, in uno dei pochi reparti, quello di lungodegenza, dove invece i letti sono quasi tutti occupati, i disagi sono all’ordine del giorno.
È passato più di mese da quando l’impianto che regola la temperatura all’interno del reparto si è rotto. L’Ausl aveva mandato i tecnici che dopo essersi messi all’opera hanno sì riparato momentaneamente il guasto, ma a quanto pare i problemi sono più grossi del previsto e qui «o si congela oppure si mure dal caldo - spiegano pazienti e parenti - Non solo, adesso sempre nelle stanze qui in fondo non funziona l’acqua calda, non viene fuori...».
In alcune zone comuni, dove i parenti attendono l’orario delle visite per poter entrare, c’è chi usa un ventaglio e chi invece cerca di cavarsela utilizzando uno degli opuscoli lasciati sui tavoli. «La verità è che di questo Ospedale non interessa niente a nessuno, come delle persone qui ricoverate».
Gli ambienti, e su questo nulla da dire, sono puliti ma, come fanno presente dalla Fials dopo diversi sopralluoghi, balza agli occhi «la scarsità numerica e inadeguata manutenzione delle attrezzature e degli ausili: poltrone con ruote semibloccate, da spostare anche a pieno carico, carrelli con ruote semibloccate, con parti cascanti, tenute insieme con cerotti, 3 tre sollevatori per quattro settori di medicina con 59 pazienti, spondine dei letti da riparare e dispositivi per l’ alzata dei letti rotti». Incuria, quello sì.
I pazienti e con loro chi si trova costretto a stare in ospedale per settimane, pongono la domanda forse più semplice: perché non provare al meno a sostituire le attrezzature rotte? E non si parla certo dei macchinari da milioni di euro ma di sedie che vengono utilizzate per il trasporto dei pazienti, di carrelli, di lettini considerato che, ed è il caso di dirlo, interi reparti sono ormai deserti. «Non si possono sostituire perché qui non c’è più niente. Tanta roba è stata portata altrove». «L’Azienda, al momento, non ha risposto alle accuse mosse dai sindacati e alle perplessità dei dipendenti», dicono dalla Fials. —
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