Autostrada Cispadana lontana, la Regione pensa al fai date
Valutazione ambientale ottenuta, manca il sì del Cipe. Zappaterra (Pd): esempio Lombardia, se il governo tace interverremo noi
La Cispadana autostradale è sempre più in bilico, o meglio per il governo non rappresenta una priorità tanto da far ipotizzare una strada diversa da quella dell’aiuto statale per la sua realizzazione. Dopo aver passato l’intera estate a chiedere un incontro con il ministero delle Infrastrutture, la Regione sta infatti preparando un piano B in grado di evitare la rottamazione del lavoro degli ultimi otto anni, tanti ne sono passati dalla firma della convenzione. La direzione l’ha indicata Attilio Fontana, governatore della Lombardia, per la Pedemontana.
Stato dell’arte
Il procedimento per l’Autostrada Cispadana ha superato un altro punto di svolta importante. È infatti stata completata la Valutazione d’impatto ambientale, come illustra anche il grafico ad orologio del sito dell’Arc, e ora la voluminosa documentazione è in fase di registrazione. «Sappiamo che erano state accolte diverse osservazioni - informa Marcella Zappaterra (Pd), consigliere regionale che segue da vicino il dossier - e quindi ora Arc deve aggiornare il progetto con relativi costi: servirà un po’ di tempo». Le cifre complessive non dovrebbero comunque discostarsi di molto dall’1,3 miliardi di euro indicato come impegno finanziario complessivo già otto anni fa.
ruolo del governo
A questo punto non resta che un passaggio istituzionale, da svolgersi possibilmente in parallelo al ricalcolo Arc: il sì del Cipe. Al Comitato interministeriale per la programmazione economica spetta infatti il compito di attribuire o meno il “bollino” di opera d’interesse strategico, e definire quindi la compartecipazione statale. Bisogna infatti ricordare che il progetto Cispadana Autostradale è nato come project financing, cioè con investimenti in gran parte a carico dei privati (oltre al Brennero, proprietaria del 51% delle quote, ci sono tra gli altri Pizzarotti e Coopsette in liquidazione con il 19,3%), da ripagare con i pedaggi della concessione di 49 anni. La quota pubblica dovrebbe essere residuale: la Regione ha già stanziato i suoi 179,7 milioni, ora tocca al governo esprimersi.
Le premesse sono tutt’altro che buone, visto che il sottosegretario ai Trasporti, Michele Dell’Orco, ha nei giorni scorsi dichiarato a Repubblica che «la Cispadana dipende da finanziamenti regionali e privati: lo Stato c’entra poco, salvo un passaggio al Cipe nella cui sede valuteremo i costi e i benefici dell’opera. Noi abbiamo da sempre preferito una strada a scorrimento veloce e non un’ulteriore autostrada». Andrebbe chiarito se il «noi» è riferito ai pentastellati oppure all’intero governo, visto che i leghisti locali si sono sempre pronunciati a favore dell’opera, tanto da far ipotizzare la nascita di un altro caso-Tav.
alternative e ferrara-mare
In ogni caso, l’eventuale derubricazione in strada a scorrimento veloce toglierebbe ogni interesse dei privati al progetto. C’è un’alternativa? «Il governatore Bonaccini ha chiesto ancora un incontro al ministro Toninelli, noi continuiamo a sperare in una risposta del governo. Se così non fosse - ragiona Zappaterra - la Regione proverebbe a far da sé, seguendo l’esempio della Lombardia con la Pedemontana». Fontana aveva annunciato di aver già ricevuto proposte finanziarie di privati in grado di sostituire l’intervento statale, e Giuliano Zignani, segretario regionale Uil, ha di recente sollecitato gli industriali.
E la disastrata Ferrara-mare, anch’essa da trasformare in autostrada? «È indipendente dalla Cispadana, ma finché non si sblocca questo dossier difficilmente partirà» dice Zappaterra. —
Stefano Ciervo
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