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Dopo 30 anni nasce l’inventario delle opere donate al Comune

Davide Bonesi
Dopo 30 anni nasce l’inventario delle opere donate al Comune

Gli artisti in mostra alla sala Orsatti hanno lasciato i loro lavori, all’incirca 250 Dopo l’appello della Pro Loco l’amministrazione le ha censite e messe al sicuro

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L’allarme era stato lanciato ad aprile e riguardava le circa 250 opere d’arte abbandonate in un qualche modo nell’ex Centro civico di Pontelagoscuro, dove adesso la propria sede la Pro Loco pontesana. Ad interessarsi di questa vicenda era stato il noto critico d’arte ferrarese Lucio Scardino, che in passato più di una volta aveva censito queste opere, frutto delle donazioni degli artisti che esponevano all’ex Centro civico. In pratica funzionava così: la Circoscrizione concedeva gratuitamente lo spazio ad artisti (più o meno importanti, perlopiù locali) che, in cambio, donavano alla stessa Circoscrizione una delle loro opere, solitamente quadri ma nell’elenco figurano anche diverse sculture. E così nel corso di circa 25 anni il totale è salito per l’appunto a quota 250, accatastate nella sede di piazza Buozzi.



Sulla vicenda avevamo contattato il vicesindaco (e assessore alla cultura) Massimo Maisto, il quale aveva promesso di far effettuare un sopralluogo, innanzitutto per cercare di censire tutte queste opere (qualche atto di donazione nel frattempo era andato perso) e poi per trovare una collocazione più idonea e sicura, considerando che l’ex Centro civico non è sorvegliato h24 eppure la segnalazione della Pro Loco risale alla primavera del 2017, senza mai alcuna risposta.



«Siamo stati contatti da una funzionaria del Comune - conferma Giovanni Pecorari, presidente della Pro Loco di Ponte - e nei giorni scorsi è stato stilato un inventario».

«Confermo - aggiunge Maisto - che le opere d’arte sono state controllate e censite. Molti quadri sono stati anche appesi all’interno dell’ex Centro civico di Pontelagoscuro e sono visitabili, altri al momento sono stati appoggiati in un ufficio chiuso, quindi più al sicuro rispetto a prima. Penso che rimarranno lì, ricordandoci di verificare di tanto in tanto la situazione».



Di certo, sia Pecorari che lo stesso Scardino non mancheranno di controllare che tali opere rimangano al sicuro. Purtroppo, come si immaginava, va ravvisato che rispetto all’elenco delle donazioni raccolte in tutti gli anni di esposizioni - in quella che poi è diventata la sala “Nemesio Orsatti” -, mancano all’appello alcune opere, in particolare sculture. Chiaramente sarà complicato riuscire a capire dove siano andate a finire, come ci aveva spiegato lo stesso Pecorari quando aveva fatto l’appello al Comune: «Alcune non ci sono più, finite chissà dove.... Noi siamo volontari e, anche volendo intervenire, non possiamo perché queste opere sono di proprietà del Comune di Ferrara». Ora il problema è stato risolto, per il bene dell’arte e anche come forma di rispetto a molti artisti ferraresi deceduti nel frattempo. —



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