Fiammata dell’inflazione Si torna a otto anni fa
In agosto +1% come non si vedeva da aprile 2011. Pesano trasporti e frutta Il dato annuale balza all’1,6%, solo di poco inferiore al carovita nazionale
L’inflazione rialza la testa anche a Ferrara. Bisogna andare molto indietro nel tempo, con le serie storiche, per arrivare ad un dato mensile della variazione dei prezzi al consumo paragonabile al +1% di questo agosto, considerando oltretutto che si partiva da un +0,2% di luglio. Basti pensare che per trovare un dato comparabile bisogna scendere fino all’aprile 2011, con +1,3%, e poi ancora a maggio 2008 (+1%). Il balzo dell’inflazione è quindi eclatante, siamo arrivati al +1,6%, appena al di sotto del dato nazionale di +1,7%: visto che solo in aprile eravamo ancora a 0, la fiammata è da considerarsi rilevante e preoccupa le associazioni dei consumatori in vista di un autunno particolarmente caldo su molti fronti economici. Considerato, oltretutto, che a Ferrara non si può certo parlare di prezzi trainati dai consumi.
crescita omogenea
Colpisce il rilievo che spicca in maniera particolare l’andamento di un singolo settore, ma l’andamento crescente dei prezzi interessa un po’ tutto il paniere, con l’eccezione di abbigliamento e calzature (negativi rispettivamente per 0,2 e 0,1%). A guidare il caro-prezzi è comunque il comparto dei trasporti, con +3,2% mensile che porta il dato nazionale al 4,1%: anche per Ferrara si è fatto sentire l’aumento dei prezzi dei voli internazionali (+32,9%), traghetti (+28%) e altri mezzi di trasporto più utilizzati durante il periodo delle ferie. Restano pressoché stabili, invece, i prezzi dei carburanti (benzina +0,2%, gasolio -0,1). L’altro dato al di sopra della media è quello dei servizi ricettivi e di ristorazione, pure legati al turismo: +1,4% in agosto, per un complessivo +1,8%, dovuto principalmente ad alberghi e pensioni (+5,8%) e campeggi-ostelli (+4,7%). Solo una “fiammatina” per i prodotti alimentari e bevande analcoliche, +0.9% (+2,5% in un anno), per via della frutta fresca (+5,8%) devastata dal maltempo come denunciato da Coldiretti, e da prodotti di pasticceria (+4,2%), ma è l’intero paniere di comparto ad essere frizzante. In controtendenza la divisione istruzione, ferma in agosto ma con -14,4% sull’anno.
Consumatori preoccupati
A livello nazionale si sprecano i conteggi su quanto la fiammata dell’1,7% costerà ai consumatori: fino a 554 euro l’anno per una famiglia con due figli. A livello locale le considerazioni sono, se possibile, venate da una preoccupazione anche maggiore: «Non ci sono elementi per credere che questa tensione sui prezzi sia trainata dai consumi, che anzi a livello locale non si sono ancora ripresi - è la considerazione di Roberto Zapparoli, presidente di Federconsumatori - Quindi stiamo scontando influenze esterne, presumibilmente legate a problematiche nazionali. È la premessa di un autunno che si preannuncia difficile per i consumatori». L’attenzione di Federconsum è puntata, in particolare, sull’aumento dell’Iva che la legge di Stabilità dovrà scongiurare, «è assolutamente da evitare l’aumento dell’Iva perché andrebbe a ripercuotersi interamente sui prezzi finali: il governo dovrà passare ai fatti» dice Zapparoli. —
S.C.
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