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«Ho sentito un botto mi sono svegliato e ho visto il tetto della chiesa crollato»

D.P.
«Ho sentito un botto mi sono svegliato e ho visto il tetto della chiesa crollato»

Il racconto di  Daniele Libanori, il sacerdote ferrarese, rettore di S. Giuseppe Falegnami a Roma  «I vigili sono arrivati subito, grazie ai ferraresi preoccupati per me»

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il racconto

FERRARA. Sdrammatizza, non può far altro, dopo che il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma gli è crollato sulla testa: «Ma non ho rischiato niente, stavo facendo la pennichella nella mia camera, lontana e ho sentito il botto: ringraziando Dio è andata bene, altrimenti sarei famoso in altro modo». Don Daniele Libanori sdrammatizza, lui, ferrarese Doc, rettore della chiesa romana il cui tetto è crollato, ieri aveva ancora il telefono rovente: «Sì, mi hanno chiamato in tanti da Ferrara, preoccupati, qualcuno forse pensava forse “purtroppo è ancora vivo”». Sdrammatizza e scherza, usando la Nuova «per mandare un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno telefonato». Il fatto? Le cronache di tutta Italia lo hanno già raccontato: «La chiesa è chiusa al pubblico, si usa solo per i matrimoni - spiega don Libanori - Uno era fissato per domani (oggi, per chi legge, ndr), ci si può immaginare cosa sarebbe successo se il crollo fosse avvenuto durante la celebrazione».

Tante polemiche per il crollo

Ma non si poteva prevedere questo crollo? Le cronache nazionali riportano che il tetto era stato rifatto tre anni fa, innescando di nuovo polemiche: non è così? «Non è vero - risponde al telefono don Libanori - Tanti dicono cose senza sapere: gli ultimi restauri seri sono del 2014, ma al Carcere Mamertino (sotto la chiesa, ndr) e per l’allestimento di un museo; negli anni precedenti sono stati eseguiti restauri conservativi al tetto di questa chiesa che è uno splendore e per questo veniva usata per i matrimoni». «Nessuno - riprende don Libanori - si spiega il cedimento statico, se vedete le foto le travi sono sane: che si lascino parlare gli ingegneri, tanti polemizzano scioccamente, ma non hanno visto nulla. E’ vero le tragedie si ripetono, stavolta è stata evitata, ora occorre cercare le cause, chissà cos’è successo».

Task force impressionante

«Al di là di tutto - prosegue il rettore - sapere quale è stata la a cosa impressionante?». No, assolutamente, ce la spieghi: «Il fatto che nel giro di pochi minuti sono arrivate centinaia di persone tra vigili del fuoco, urbani, polizia, carabinieri. Un servizio così organizzato che nemmeno nei film si vede, la dice lunga sullo stato di allerta nella capitale».

Dopo il botto, il campanello

«Tutti sono arrivati immediatamente: ho sentito il botto, mi sono alzato dalla stanza, ho visto il tetto crollato e ho sentito che suonavano alla porta e ho aperto tra nuvole di polvere: questo va riconosciuto alle forze dell’ordine. E non dimenticate di ringraziare i tanti ferraresi che mi hanno chiamato e cercato». —

D.P.

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