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Un anno da odissea per un negozio di abbigliamento di Migliarino Rimborso ritenuto basso, la titolare: «Abiti rovinati e attività ferma»  

Prima un incendio poi l’allagamento Ma dall’assicurazione non arrivano soldi

Davide Bonesi
Prima un incendio poi l’allagamento Ma dall’assicurazione non arrivano soldi

la storiaDavide BonesiPrima un incendio e poi l’allagamento, non a distanza ravvicinata che almeno avrebbero risolto un problema. Battute a parte, quella che sta vivendo da un anno a questa parte...

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la storia

Davide Bonesi

Prima un incendio e poi l’allagamento, non a distanza ravvicinata che almeno avrebbero risolto un problema. Battute a parte, quella che sta vivendo da un anno a questa parte Cinzia Paolini, storica commerciante di Migliarino, è una vera e propria odissea. Ma oltre ai disagi e danni subiti, ci si mette anche un altro ostacolo, il mancato rimborso da parte dell’assicurazione per i danni subiti nell’incendio di un anno fa.

il cortocircuito

Un anno fa, l’1 settembre del 2017, a causa di un cortocircuito - come confermato dalla perizia dei vigili del fuoco - fu la causa di un incendio all’interno del Bounty Concept store della Paolini. I danni furono notevoli, intanto ai capi di abbigliamento, poi furono danneggiati impianto elettrico e di condizionamento, mentre subirono meno danni i muri (di cui non è proprietaria, essendo in affitto).

la denuncia

Attraverso lo Studio 3A la Paolini ha subito avviato le pratiche per il rimborso attraverso l’assicurazione. «Ma a distanza di un anno ancora la nostra cliente - spiegano i consulenti - non ha ricevuto un euro. Eppure, a parte la perizia dei vigili del fuoco, c’è anche il fatto che il cortocircuito è stato causato da un guasto ad una presa che si trovava dietro ad uno scaffale. Il negozio si trova in un condominio, quindi quel tipo di danno non è considerato causato dal negozio ma all’interno dell’immobile in cui è affittuaria. Come provano regolari bolle, la nostra cliente ha anche dovuto buttare diversi capi di abbigliamento, anche firmati. Ma l’assicurazione ci ha proposto un risarcimento di 2.850 euro, assolutamente inaccettabile». E lo scorso 6 luglio dall’assicurazione è arrivata la nota di chiusura della pratica, perché la Paolini non aveva tenuto la merce danneggiata dalle fiamme. Dopo una lettera formale di protesta, dall’assicurazione (Itas Mutua) è arrivata appunto la proposta di risarcimento per 2.850 euro.

l’altra disavventura

Non bastasse l’incendio e il mancato rimborso, lo scorso 23 luglio ecco la nuova doccia fredda: l’allagamento di tutto lo scantinato seminterrato, adibito a magazzino e outlet. «Anche questa volta il danno non è legato a un problema al negozio - ci racconta la sfortunata negoziante -, infatti la perdita era di una tubatura del condominio. Con il risultato che i capi di abbigliamento e decine di paia di scarpe erano invase dalla muffa e dunque invendibili. E ancora una volta ho dovuto fermare l’attività».

la nuova pratica

Ancora una volta la negoziante si è rivolta allo Studio 3A, considerando che l’edificio dove si trova il negozio è assicurato anche per i danni causati dall’acqua. È stato richiesto un altro risarcimento, nella speranza che almeno questa volta venga riconosciuto il danno subìto, nonché il disagio provocato da incidenti che rallentano inevitabilmente l’attività commerciale della signora Paolini. —

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