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West Nile, quinta vittima in un mese

West Nile, quinta vittima in un mese

L’altra sera il decesso all’ospedale di Cona di una paziente di 81 anni che era ricoverata da fine luglio. Lunedì i funerali 

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Il 25 luglio scorso era arrivata all’ospedale di Cona in condizioni già critiche, colpita dalla forme più grave di West Nile, quella che porta a complicazioni neuroinvasive. Giovedì sera attorno alle 20.30, senza aver mai ripreso conoscenza, la signora Graziella Stevoli di 81 anni, residente a Ferrara, è mancata dopo poco più di un mese di degenza nel reparto di Malattie Infettive del polo ospedaliero ferrarese. Lascia una figlia che vive in città.

I funerali si terranno lunedì con partenza alle 14.45 dalla camera mortuaria dell’ospedale di Cona per l’aula del Commiato della Certosa.

Cinque vittime in un mese

Si tratta del quinto decesso avvenuto nell’arco di un mese nel nostro territorio, che detiene il poco invidiabile primato di essere la provincia italiana con il più alto numero di vittime della Febbre del Nilo, il virus trasmesso all’uomo dalla puntura di zanzare infette, quasi sempre del tipo tradizionale culex, a loro volta contagiate dagli uccelli selvatici. Il primo deceduto, il 28 luglio, era stato il centese Paolo Bonazzi di 77 anni, deceduto a quattro giorni dal ricovero. Il 9 agosto erano morti Enzo Bonaccorsi di 69 anni e Gualtiero Ferraresi di 86, mentre risale a una decina di giorni fa, il 22 agosto, il decesso di Adriana Soave, una signora di 88 anni residente in città, morta tre settimane dopo il ricovero a Cona.

Tredici, in tutto, i casi di pazienti arrivati all’ospedale ferrarese perché affetti dalla forma più severa, e per fortuna più rara, del virus. Due di loro nei giorni scorsi hanno visto un netto miglioramento delle loro condizioni, e sono stati dimessi (uno è tornato a casa, il secondo è ricoverato in una clinica), altri sette restano tuttora ricoverati a Cona, per cinque purtroppo la malattia ha avuto un esito letale. I più esposti sono i pazienti già sofferenti di altre patologie croniche, per i quali il pizzicotto di una zanzara infetta - che per la gran parte dei casi non viene nemmeno notato o dà luogo solo a lievi malesseri - può innescare il decorso più temibile della malattia.

Emilia e Veneto le più colpite

Il bollettino nazionale conta al momento 16 decessi: 7 in Veneto (l’ultimo quello di una donna di 58 anni), 8 in Emilia Romagna e uno in Lombardia. Il clima tropicale di questa estate ha favorito la diffusione delle zanzare, l’annunciato cambiamento climatico dovrebbe segnare la fase discendente dell’infezione che in questa stagione è stato particolarmente virulento.

Federfarma, il sindacato delle 113 farmacie private di Ferrara, fa sapere che sono disponibili i trattamenti larvicidi utili per contrastare la proliferazione delle zanzare, rimarcando la grande importanza della prevenzione. —

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