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Inaugurata a Cento la sala polivalente-biblioteca dedicata al sacerdote In sua memoria un appartamento per sei mesi a giovani richiedenti asilo 

Nel ricordo di don Pietro la parrocchia ospita due rifugiati

Nel ricordo di don Pietro la parrocchia ospita due rifugiati

solidarietàUna nuova sala polivalente e biblioteca, a Cento, in ricordo di don Pietro Mazzanti. In memoria del sacerdote, poi, la parrocchia di San Pietro si prepara ad accogliere per sei mesi, in un...

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Una nuova sala polivalente e biblioteca, a Cento, in ricordo di don Pietro Mazzanti. In memoria del sacerdote, poi, la parrocchia di San Pietro si prepara ad accogliere per sei mesi, in un piccolo appartamento messo a disposizione in via Cremonino, due giovani richiedenti asilo, tra i 18 e i 22 anni, attraverso il progetto protetto Caritas “Rifugiato a Casa Mia”.

Una cerimonia sentita e partecipata quella che si è tenuta ieri mattina nella parrocchia di San Pietro, per il 3º anniversario della scomparsa di don Pietro, parroco a Cento dal 1987 al 2015. Dopo l’apertura affidata a monsignor Stefano Guizzardi, è stato monsignor Claudio Stagni, vescovo emerito della diocesi di Faenza Modigliana, a celebrare la messa e a ricordare la generosità e l’amore che don Pietro ha regalato alla comunità.

Oltre alla famiglia di don Pietro, presenti per testimoniare il valore che l’affezionato parroco ha rappresentato per l’intera città, il sindaco Fabrizio Toselli e una rappresentanza di tutte le forze dell’ordine. Ed è proprio in nome della sua bontà, il vescovo ha consegnato il 3º Riconoscimento alla Generosità Don Pietro Mazzanti, assegnato al progetto protetto Rifugiato a Casa Mia.

Le chiavi della casa in che ben presto accoglierà due ragazzi richiedenti asilo sono state consegnate a una rappresentanza del Comitato interparrocchiale che unisce le tra parrocchie di Cento e accompagnerà la realizzazione del progetto do Caritas Italiana che ha come obiettivo l’accoglienza e l’integrazione di cittadini stranieri in un percorso verso l’autonomia.

«Sarà per la comunità centese – la motivazione – un prezioso esercizio di amore, rispetto ed accoglienza del prossimo, valori che don Pietro ha sempre predicato, e testimoniano con molte opere di carità, senza mai distinzione di origini o condizioni di vita. Il bene che dimostreremo ai nostri fratelli in difficoltà sia l’esempio più alto dell’eredità morale lasciata da don Pietro».

Destinato a rimanere nella mente e nel cuore dei suoi parrocchiani, uomo di fede e dal grande cuore, amante della cultura e sostenitore della formazione dei giovani, don Pietro aveva collezionato oltre 2. 500 libri, oggi riuniti nella nuova biblioteca a lui dedicata. Ieri il taglio del nastro e la benedizione di monsignor Stagni, alla sala polivalente, biblioteca, sala studio e sala conferenze, intitolata a don Pietro.

La sala, a disposizione della città, è stata realizzata grazie al contributo di Massimo Andalini, al lavoro di Andrea Balboni, Antonio Palazzi, Gaetano Soriani, Luciano Medri, Roberto Danieli e alla collaborazione del Gruppo Scout, formato proprio grazie a don Pietro da oltre 220 ragazzi. –

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