La Nuova Ferrara

Ferrara

Oggi ricorre l’anniversario da record per una coppia di Filo «Il segreto è volersi sempre bene e avere un po’ di sopportazione» 

Dalla balera all’altare Gli sposi di ferro insieme da settant’anni e ancora vanno a ballare

Giorgio Carnaroli
Dalla balera all’altare Gli sposi di ferro insieme da settant’anni e ancora vanno a ballare

la storiaSi sono conosciuti 71 anni fa, ballando valzer, polka, mazurka. Una scintilla, quella tra un ballo e l’altro, scoccata nel 1947, che li ha uniti per la vita. Lei è Elvia Paganelli, 84 anni e...

3 MINUTI DI LETTURA





la storia

Si sono conosciuti 71 anni fa, ballando valzer, polka, mazurka. Una scintilla, quella tra un ballo e l’altro, scoccata nel 1947, che li ha uniti per la vita.

Lei è Elvia Paganelli, 84 anni e lui, è Romano Vitali che il 4 agosto scorso, ha compiuto 90 anni. Da quei primi balli alle nozze, il passo è stato breve: nemmeno un anno dopo il primo incontro si sono sposati e proprio oggi la coppia taglia un traguardo invidiabile: 70 anni di matrimonio, ovvero nozze di ferro.

DANZE NELLA BALERA

Marito e moglie, che oggi vivono a Filo, il ballo non lo hanno dimenticato: da ottobre a maggio, ogni settimana vanno in una balera a Lavezzola, in Romagna. Vivono nel paese dell’Argentano, in piena autosufficienza, ma con la costante vicinanza dei figli Silvano, Rosanna e Walter.

«Ci siamo conosciuti – racconta Romano – che lei aveva 13 anni e io 19. Ho visto “sta tabachetta” (questa ragazza; ndr) e le ho chiesto di ballare poi, per un anno non ci siamo più rivisti. Un giorno la vedo durante una manifestazione sportiva e... da cosa e nata cosa, ci siamo frequentati un po’».

E da quel momento – aggiunge Elvia – «non ci siamo più lasciati perché.... avevamo “fatto tutto”: ero rimasta incinta di Silvano e quindi, col permesso dei genitori e della curia, il 4 settembre del 1948 ci siamo sposati a Massa di Vecchiazzano, vicino Forlì».

TANTO LAVORO

Dalla Terra del Sole, in Romagna, la coppia si trasferisce nel 1964 nell’Argentano, andando ad abitare a Campotto. Da lì, poi, la famiglia si trasferisce a Filo e, sempre, lavorando sodo «perché dovevamo dar da mangiare alla famiglia e i soldi erano pochi – ricorda Romano –. Ho lavorato in campagna, in valle facendo le 25 fascine di legna tutti i giorni e anche vicino ai forni con 90 gradi di temperatura della fornace a Campotto...».

«Io, invece – spiega la moglie, con una schiettezza invidiabile –, ho fatto di tutto, tranne la prostituta. La famiglia per noi era ed è tutto e pensiamo di aver fatto star bene i nostri figli di cui siamo orgogliosi».

PIù FORTE DEL TEMPO

Sono trascorsi 70 anni da quel sì, ma quell’amore, quella scintilla scoccata sulla pista da ballo, è più forte del tempo: «Abbiamo qualche anno in più ma andiamo bene così – dice Elvia –. Certo dobbiamo sopportarci e non è sempre facile ma ci vogliamo ancora bene». E Romano non è da meno: «Vede, lei per me è tutto. Glielo dissi settant’anni fa e lo ripeto ancora oggi: è la verità sacrosanta».

Poi un messaggio alle giovani coppie: «Chi si sposa deve pensare a volersi bene, a sopportarsi, per il bene della famiglia – conclude Elvia –. E ai figli i giovani devono insegnare l’educazione e il rispetto: non lasciateli soli, ma fategli sentire che babbo e mamma ci sono, che possono contare su di voi. Tutto qui». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google