La Nuova Ferrara

Ferrara

Omicidio volontario 

Va a processo per aver ucciso “il Colonnello”. Ma è latitante

Daniele Predieri
Va a processo per aver ucciso “il Colonnello”. Ma è latitante

Un cittadino serbo imputato in tribunale per la morte di Giancarlo Colombani, deceduto durante una lite degenerata per una truffa 

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Natale era appena passato, tre anni fa. Quando davanti la casa di Giancarlo Colombani, 73 anni, detto “Il Colonnello”, vecchia guardia della criminalità ferrarese, ex trafficante di droga coinvolto nella maxinchiesta della Coca Connection della fine anni ’80-inizi ’90, si presentarono in tre per reclamare un “pacco” che il Colonnello aveva rifilato, una macchina usata.

Un pugno micidiale che ha ucciso

Uno dei tre, prima alzando la voce poi le mani, gli sferrò un pugno talmente potente da farlo barcollare all’indietro, facendolo schiantare sull’asfalto con la testa: Colombani non si rialzò più, e il giorno dopo il 28 dicembre 2015, morì all’ospedale di Cona. Fu un omicidio volontario, per la procura, contestato ad uno dei tre, il “pugile”, che non si trova, non lo hanno trovato gli ispettori della squadra mobile di Ferrara per quasi 3 anni, perché scappato in Serbia.

Imputato Stanoje il serbo

Stanoje Dobrosavljevic, 44 anni, serbo, è ora accusato dell’omicidio volontario del Colonnello e per lui è fissata l’udienza preliminare davanti al gup Danilo Russo il 27 settembre che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura. Che ha deciso di processarlo da irreperibile, non trovando nessuna traccia di lui, nonostante le ripetute rogatorie in Serbia e le richieste di ricercarlo e fermarlo sulle quali gli inquirenti locali non si sono impegnati più di tanto: la sua identità è stata indicata dalle persone che erano con lui quel giorno di quasi 3 anni fa e uno di questi ha collaborato ampiamente con la procura. Le ricerche di Dobrosavljevic, presunto assassino in attesa delle varie fasi giudiziarie in cui verrà processato, erano indirizzate proprio ad interrogarlo, a chiedergli conto di quel fatto. Per lui occorre dire è stato spiccato un Mae, mandato d’arresto europeo, che non ha dato frutti e questa attività a vuoto e ancor più il paese di origine, la Serbia, riportano ad un altro connazionale dell’attuale imputato, ossia il ben più tristemente famoso Igor Vaclavic/Norbert Feher, serbo, per il quale proprio in Serbia sono stati cercati complici, riscontri di aiuti o appoggi avuti, senza arrivare a nulla di concreto da parte della autorità giudiziarie serbe.

Indagini a vuoto in Serbia

Il fatto in sé si racconta con pochi dettagli: quel pomeriggio di dopo Natale, 27 dicembre, si presentarono in tre,vicino casa sua, nella zona di Porta Catena/via Aguiari, per discutere con lui di una compravendita pasticciata in odor di truffa di un’auto, per 3mila euro. La lite degenerò, e dopo quel pugno, l’impatto a terra e la morte di Colombani. Da allora le indagini sono sempre state indirizzate sull’autore materiale del pugno: Stanoje Dobrosavljevic che poche ore dopo la tragedia - hanno accertato le indagini - scappò e da allora è in fuga, irreperibile. Ed è rimasto l’unico indagato, oggi imputato per la pendente richiesta di rinvio a giudizio da dibattere in Tribunale . —


BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google