All’asilo vaccinati. Ritorno in classe insieme ai Nas, controlli a campione
I carabinieri inviati dal Ministero in vari plessi ferraresi. Scuola dell’obbligo, se non si è in regola scatterà la sanzione
FERRARA. C’erano anche i Nas ieri, in alcuni plessi ferraresi, per controllare che il primo giorno scuola tutti i bambini delle strutture d’infanzia fossero in regola con l’obbligo vaccinale. Da quanto si apprende finora, non sono emerse criticità. L’invio dei Nuclei antisofisticazione dei carabinieri è stato disposto dal ministero della Salute per verificare la correttezza delle autodichiarazioni che erano state presentate al posto del certificato Asl subito dopo la circolare Grillo-Bussetti di luglio. Ieri l’ennesimo colpo di scena: un emendamento Lega-M5s al decreto Milleproroghe in corso di voto in Commissione, che vuole riammettere la sola autodichiarazione fino al 10 marzo 2019.
Incontro tecnico
Continui rivolgimenti di fronte che non sono destinati a produrre effetti in terra ferrarese. Ieri, all’incontro tecnico tra Asl, Comuni e dirigenti scolastici è stato infatti ribadito quello che già la Regione Emilia Romagna aveva messo in chiaro di recente: qui varrà la legge regionale, quella che, prima in Italia, nel 2016, aveva introdotto l’obbligo vaccinale (comprovato con certificazione Asl) per potersi iscrivere alle scuole pubbliche e private dell’infanzia. E finché non si è provveduto secondo queste regole, la frequenza è sospesa. Le scuole e i Comuni, tutti, ieri hanno ribadito questo orientamento, e le statali si rimetteranno alle decisioni del Provveditorato. In queste settimane tutta la documentazione presentata dalle famiglie è stata vagliata e solo i bimbi in regola sono stati ammessi a scuola fin da oggi. Per chi ha già preso appuntamento, si dovrà aspettare la data della profilassi.
L’1% di irriducibili
Nel Comune di Ferrara, spiega l’assessore Cristina Corazzari, i bimbi che ancora devono mettersi in regola sono 17 alla scuola d’infanzia e 24 al nido. Tra questi, sono una decina i veri “no vax”. «Si tratta di una quota minima, l’1% su 1.500 utenti», è l’appunto dell’assessore. Stessa linea per la scuola dell’obbligo fino ai 16 anni. Anche in questo caso è richiesta la certificazione della profilassi o dell’appuntamento, ma in caso di inottemperanza gli studenti non rimarranno a casa (c’è il diritto allo studio), ma sarà comminata una sanzione amministrativa. —
Alessandra Mura
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