La Nuova Ferrara

Ferrara

Aveva atteso tre mesi una pratica di un’auto Ieri si è sbloccata dopo esposto alla Finanza 

«Troppa burocrazia per un imprenditore Vado via dall’Italia»

Daniele Predieri

La storiaOltre tre mesi di attesa per una pratica, per immatricolare un’auto con targa straniera, tra Romania e Malta, dove lui ha vissuto e poi deciso di lasciare per trasferirsi nel Ferrarese: «Qui...

3 MINUTI DI LETTURA





La storia

Oltre tre mesi di attesa per una pratica, per immatricolare un’auto con targa straniera, tra Romania e Malta, dove lui ha vissuto e poi deciso di lasciare per trasferirsi nel Ferrarese: «Qui una casa costa come un posto bici a Milano». Aveva scelto Ferrara per aprire una sua attività legata alla domotica, ma dopo diversi mesi, dopo aver fatto i conti con la nostra burocrazia ha deciso: «Mi dispiace, me ne vado dall’Italia». Questa è la storia di Francisco M., imprenditore che racconta alla Nuova Ferrara i tre mesi di “guerra” con la burocrazia della Motorizzazione, che lo ha portato a trasferire pensieri e parole in un esposto alla Guardia di finanza cittadina su tutto ciò che a suo parere era irregolare: questi tre mesi per fare una pratica amministrativa.

E ieri la sorpresa finale

Con una sorpresa finale. Che lui stesso messaggiava, ieri, esultante con rammarico: «Di colpo la pratica si è sbloccata, ho ricevuto la targa italiana per la mia auto, e guardo caso dopo essere andato alla Finanza la pratica è stata gestita dal direttore». «Stavo impazzendo - ammetteva ieri mattina - mi hanno chiamato alle 11.50 dicendomi che in dieci minuti avrei potuto avere quella targa».

La sua storia, di cittadino italo-romeno, sposato con una manager di Malta, comincia nel giugno scorso, quando decide di spostare la sua residenza dalla Romania a Malta e poi in Italia, per aprire una attività: «Corsi per la domotica, la frontiera del futuro per tutte le case egli uffici e tanto altro». Ottiene la residenza in un paese del Ferrarese e di conseguenza deve immatricolare tutti suoi beni di servizio: le auto, e tra queste una elettrica, una Renault TwizY. Per farlo, però, occorrono documenti tradotti e viene pertanto consigliato di recarsi ad una agenzia di autopratiche. Dove gli chiedono 700 euro di parcella.

Ho deciso il fai date

«Troppo a mio parere, per principio, e allora ho deciso di farmi la pratica in proprio». Da qui nasce il “contenzioso”: la richiesta di documenti che l’imprenditore raccoglie e produce, addirittura recandosi in Romania, facendone fare altri dalla moglie a Malta. Quindi i continui contatti con gli uffici della Motorizzazione per depositare gli atti, verificare che ne servivano altri. Anche all’Agenzia delle entrate, dove la direttrice, risolve la questione che lo riguardava. Ultima tappa in Motorizzazione, dove viene a sapere che il numero di telaio dell’auto bloccava il sistema informatico, sa attendeva lo sblocco della pratica. E così, decide di lasciar perdere: «Chiedo di riavere i documenti per vendere il mio veicolo, ma mi dicono che deve chiudersi prima la pratica».

Ho venduto tutto, saluto l’Italia

Che di fatto si è chiusa ieri con il “lieto fine. Ma resta il dubbio: «Dove è nato questo blocco amministrativo, nonostante io abbia pagato tutte le spese di immatricolazione». E allora? «Allora, esausto ho deciso: ho già venduto tutto, le altre auto, i beni, ho rimesso in vendita la casa: io e mia moglie abbiamo deciso che qui non val la pena di vivere, troppa burocrazia: Italia ti saluto». —

Daniele Predieri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google