La West Nile non si ferma Altro ricovero, è il numero 15
Venerdì sera le analisi hanno confermato il virus per un paziente di 80 anni L’anziano residente a Ravalle era arrivato sabato a Cona in stato confusionale
Un altro caso sospetto di West Nile è stato confermato dalle analisi, portando a 15 il numero di pazienti ferraresi che hanno riportato complicanze neurologiche a causa del virus. L’ultimo è un anziano di 80 anni, che da sabato 1° settembre era ricoverato in Malattie Infettive all’ospedale di Cona dove era arrivato in stato confusionale e soporoso.
Venerdì sera la diagnosi ha attestato un’encefalite da Febbre del Nilo. Il paziente vive a Ravalle, e ha già problemi cardiologici.
Confermati due sospetti su due
Una conferma che va dunque ad aggiungersi all’altro recente caso sospetto, una donna di 82 anni residente nel Centese, e che con ogni probabilità è stata pizzicata da una zanzara infetta mentre curava l’orto. La signora era ricoverata dal 2 settembre in Neurologia, senza febbre, con sintomi che inizialmente non erano stati attribuiti al virus. La diagnosi era arrivata giovedì sera, attraverso la rachicentesi. Le condizioni sono stazionarie, la signora è lucida e cosciente.
malattie pregresse non sempre note
Ad accomunare tutti i pazienti colpiti dalla forma più grave di West Nile è l’età avanzata, un fattore che già da solo abbassa le difese immunitarie. Ma - avvertono gli operatori sanitari - il non aver mai avuto ricoveri o disturbi pregressi (come nel caso dell’anziano residente nella zona di via Bologna morto il 9 agosto) non significa non avere problemi di salute, che non di rado sono emersi anche in occasione degli accertamenti clinici per verificare la malattia West Nile.
Secondo decesso in Friuli
Intanto il virus continua a mietere vittime, dilagando oltre la “zona rossa” del Ferrarese e del Polesine. Anche il Friuli Venezia Giulia sta pagando un tributo alto. Dopo la morte, venerdì, di un 88enne di Udine, ieri il decesso di un uomo di 69 anni di Prata di Pordenone con patologie preesistenti: è la vittima numero 23 in Italia. Nella stessa regione altri tre pazienti sono ricoverati con complicanze neuroinvasive da Febbre del Nilo.
«Arrivare al 2019 preparati»
Non mancano le reazioni politiche, con prese di posizione trasversali. La senatrice Pd Paola Boldrini con un'interrogazione che sarà presentata domani al Ministro della Salute chiede di «dare il via da subito a uno studio per elaborare un protocollo scientifico capace di contenere il virus West Nile», sottolineando che a oggi «non esiste un vaccino né una terapia ad hoc». Boldrini rimarca infine che l'alto numero di vittime impone di andare oltre. «È fondamentale arrivare al 2019 preparati». —
Alessandra Mura
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