La Nuova Ferrara

Ferrara

Dalla corrente elettrica all’acqua potabile: tutto è in salita Domani la Conferenza di servizi in Provincia a Ferrara  

Odissea per il faro Dopo due anni i gestori non riescono ancora ad aprire

Annarita Bova
Odissea per il faro Dopo due anni i gestori non riescono ancora ad aprire

GOROPassare qualche giorno di vacanza in un faro rimesso a nuovo, nel cuore del Parco del Delta e davanti a una spiaggia accessibile solo agli ospiti: un sogno per molti e soprattutto per coloro che...

3 MINUTI DI LETTURA





GORO

Passare qualche giorno di vacanza in un faro rimesso a nuovo, nel cuore del Parco del Delta e davanti a una spiaggia accessibile solo agli ospiti: un sogno per molti e soprattutto per coloro che hanno provato, e a dire il vero ci stanno provando ancora, a cambiare la loro vita prendendo in gestione il faro di Goro. Che non fosse una passeggiata i soci della Dieci Cento Mille Pensieri lo hanno sempre saputo, ma certo non pensavano ad un’Odissea.



Non c’è pace per i vincitori della gara per la gestione del faro di Goro. Il bando è stato vinto i primi di maggio del 2017 e l’atto di locazione per 50 anni finalizzato a valorizzare l’immobile firmato a fine agosto dello stesso anno, ma ancora è tutto fermo. Domani in Provincia si riunirà la Conferenza di sevizi per cercare di sbloccare la situazione e ieri sera Conferenza di servizi anche in Comune a Goro.



Il faro di Goro è uno dei beni inseriti nel secondo bando del progetto Valore Paese Fari e aggiudicato alla società Dieci Cento Mille Pensieri che si sta occupando del suo recupero e valorizzazione. Come da progetto approvato dovrebbe sorgere un hotel-ristorante, beach bar con approdo e la possibilità di noleggiare barche. Dovrebbe, perché ancora è tutto fermo e i gestori non sanno più come fare.



I problemi nel corso di questi mesi sono stati diversi. In primo luogo la corrente elettrica, con una potenza da appartamento e la difficoltà a utilizzare la rete esistente perché insufficiente. Enel è riuscita a completare l’allacciamento (con spese non indifferenti per i titolari) con lavori di non poco conto.

Con l’arrivo dell’energia elettrica, è stato superato anche il secondo grande scoglio, quello dell’acqua potabile grazie ad una convenzione con una ditta e alla possibilità di poter utilizzare i generatori e le pompe (che non funzionavano senza elettricità). E adesso? Adesso il problema è legato a tutte una serie di permessi che dovrebbero essere rilasciati dall’ente Parco. E qui i vincoli sono davvero tanti, essendo un’area protetta estremamente delicata.



La domanda sorge spontanea: chi ha partecipando al bando non era a conoscenza della situazione? Che il faro di Goro fosse in mezzo al nulla e che non ci fosse alcun tipo di servizio era più che evidente. Ma c’è un ma. Come spesso accade la situazione è stata presentata sì con una serie di problematiche, ma tutte parevano facilmente superabili. «E invece non ne veniamo fuori – hanno detto con forza i gestori - tanto che abbiamo perso un anno e non sappiamo ancora come andrà a finire».



Il faro si trova in una zona difficilmente accessibile. Si arriva solo in barca e questo perché si trova nel cuore del Parco del Delta e riserva naturale. Ed è proprio il Parco ad aver posto una serie di vincoli e limitazioni che rallentano la partenza. Dal numero di ombrelloni che si possono mettere in spiaggia fino alla tipologia dei materiali, per passare ai rumori durante i lavori. Insomma, una ristrutturazione infinita che però da domani potrebbe vedere una luce all’orizzonte e i gestori iniziare a tirare un sospiro di sollievo. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google