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Confermata la condanna ai baby killer

Annarita Bova / BOLOGNA
Confermata la condanna ai baby killer

I giudici dell’Appello non fanno sconti: 18 anni di carcere per i due amici accusati di aver ucciso i genitori nel sonno

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BOLOGNA

Nessuna attenuante riconosciuta in Appello a Riccado Vincelli e Manuel Sartori, i due giovani accusati di duplice omicidio per l’uccisione dei coniugi Vincelli, genitori di uno degli imputati. L’udienza ieri mattina a Bologna e i giudici Cigardini, De Simone e Milelli non hanno fatto alcun passo indietro rispetto a quanto deciso dal Tribunale in primo in grado. Anzi, il loro giudizio è stato particolarmente duro e la giornata molto difficile per i genitori di Manuel Sartori, per i legali dei ragazzi ma anche per gli educatori e i tutori che li hanno seguiti in questi mesi.



Manuel Sartori e Riccardo Vincelli sono arrivati in aula a Bologna ieri mattina alle 9, sono poi stati portati fuori e hanno atteso fino alle 12, quando l’udienza è iniziata. Il procedimento in camera di consiglio, a porte chiuse. In aula sono rimasti i genitori di Manuel che dal giorno stesso dell’arresto non lo hanno mai lasciato solo.

Alle 13 l’avvocato difensore di Riccardo Vincelli, Sandro De Marco, è uscito in corridoio: «Non ce la faccio a stare dentro, qualcuno potendo darebbe persino la pena di morte a quei due ragazzi. Si stanno usando parole troppo forti, non ci aspettavamo una roba del genere». A quanto pare il Procuratore generale Franca Oliva è intervenuta come un fume in piena, sottolineando che l’omicidio commesso dai due ragazzi (Manuel è l’esecutore materiale, Riccardo il mandante) è uno dei più efferati compiti da minorenni e che i due non solo non si sarebbero pentiti ma che se liberi sarebbero anche pronti a reiterare il reato. Sconti di pena? Nemmeno a parlarne.



I legali difensori, Gloria Bacca e Sandro De Marco per Riccardo Vincelli e Lorenzo Alberti Mangaroni Brancuti nominato dalla famiglia Sartori hanno presentato ricorso in Appello contro la sentenza emessa dal giudice di primo grado perché «Puntiamo alla riduzione di pena - hanno detto i legali – e di conseguenza sul mancato riconoscimento delle attenuanti. In particolar modo siamo convinti non ci sia premeditazione ed abbiamo tutti i motivi per poterlo sostenere. Non solo, anche sui futili motivi è il caso di ragionare così come sul rapporto familiare, su quello di convivenza e così via». E invece è arrivata la doccia fredda. Anche secondo i giudici dell’Appello i due hanno agito con premeditazione per futili motivi.



Soprattutto i legali di Riccardo Vincelli hanno puntato sulla mancanza di premeditazione, «ma i giudici, basandosi su quelli che secondo loro sono chiari indizi della volontà di mettere in atto il piano, sono convinti che l’omicidio sia stato premeditato», fa presente Gloria Bacca. E i futili motivi? Durante le udienze e gli interrogatori sarebbe emersa una situazione particolare legata alla vita privata di Riccardo Vincelli, situazione che per gli avvocati potrebbe aver scatenato qualcosa nella testa del ragazzo che avrebbe quindi agito non per futili motivi.



Confermati i 18 anni a testa. Tra novanta giorni le motivazioni saranno depositate e intanto si pensa al ricorso in Cassazione. —



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