La Nuova Ferrara

Ferrara

Parla Daniele Ferrari, amministratore delegato dell’azienda Eni Anche in veste di presidente dei produttori europei di polimeri 

«La plastica non è la nemica dell’ambiente: serve equilibrio»

S.C.
«La plastica non è la nemica dell’ambiente: serve equilibrio»

l’intervistaDaniele Ferrari è l’amministratore delegato di lungo corso di Versalis. Ha vissuto tutta la stagione del rosso in bilancio e dell’incertezza sul futuro della controllata Eni, indica nell’a...

2 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

Daniele Ferrari è l’amministratore delegato di lungo corso di Versalis. Ha vissuto tutta la stagione del rosso in bilancio e dell’incertezza sul futuro della controllata Eni, indica nell’apertura del nuovo impianto il simbolo del rilancio dell’azienda ma, anche come presidente di Plastic Europe, deve esorcizzare dubbi e paure sul futuro della plastica soprattutto in Europa e Usa.

Come s’inserisce questo nuovo impianto nella politica d’investimenti di Versalis?

Rappresenta una componente importante, visto che l’investimento medio annuo sugli impianti è di 300-350 milioni di euro. Il nostro programma d’investimenti è partito diversi anni fa, in costante evoluzione, è mirato al recupero di competitività dell’azienda ed è basato sull’applicazione dei concetti dell’economia circolare, che per chi produce materie plastiche è fondamentale.

Cosa avete in programma dopo questa inaugurazione?

Il nostro programma d’investimenti prevede interventi continui, su tutti i siti italiani. I prossimi interventi sono su Porto Marghera e Porto Torres, ma, ripeto, ogni stabilimento è interessato.

L’immagine della plastica sta diventando quella del “grande nemico” dell’ambiente, e sono stati varati i primi provvedimenti per la riduzione dell’impiego della plastica negli usi quotidiani. Siete preoccupati di questa tendenza?

Non c’è preoccupazione, certo servirebbe un approccio più equilibrato sui media e nell’opionione pubblica. Si tende sempre a mettere in evidenza gli aspetti negativi dell’impiego di plastica, mai quelli positivi nel medicale, nei trasporti, negli imballaggi. Bisogna certamente ridurre i consumi e aumentare il riciclo, le soluzioni di “fine vita” devono essere un obiettivo dei produttori. Ma la vedo come una sfida, non con preoccupazione.

Ritiene che le bioplastiche possano essere una soluzione?

Ci sono applicazioni specifiche, nell’automotive ad esempio, dove le bioplastiche non possono sostituire i prodotti oggi sul mercato. —

S.C.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google