No a bullismo e spaccio dentro e fuori le scuole Le azioni per il contrasto
Procure, forze dell’ordine avvocati, università al lavoro per progetti di prevenzione e contrasto. E i professori imparano se e come denunciare
È uno strumento per capire, studiare e colpire bullismo, spaccio di droga e devianza giovanile. È un protocollo che si rinnova ormai da 6 anni ed è stato firmato per i prossimi tre ieri in prefettura alla presenza di tutti i soggetti coinvolti: scuole, comuni, forze dell’ordine, avvocati, magistrati delle procure, ordinaria e minorile, e gli enti pubblici che lavorano sulle devianze.
Contro la devianza giovanile
Il protocollo firmato alla presenza del prefetto Michele Campanaro che lo coordina punta a realizzare (migliorare visto che è in corso da 6 anni) una collaborazione per contrastare questi fenomeni nei pressi delle scuole e dentro gli istituti. «Chiuso un percorso, se ne apre un altro» ha annunciato il prefetto sottolineando che l’accordo proseguirà per tre anni ed affronterà temi delicati e complessi: «Sottoscrivere questa intesa – ha spiegato – dimostra innanzitutto il nostro alto grado di sensibilità verso questi problemi tanto che la platea rispetto alla precedente si è allargata con la presenza di Università, Procure – ordinaria e minorile e Ordine degli avvocati».
gli Insegnanti sono pubblici ufficiali
In realtà, ad esempio l’Ordine avvocati da anni è coinvolto nel protocollo, organizzando corsi ad hoc per gli insegnanti-professori, e dar loro strumenti e conoscenze per poter valutare se, quando e come poter segnalare fatti-reato: quando denunciare oppure no.
Perché occorre ricordarlo tutti gli insegnanti sono pubblici ufficiali tenuti a segnalare episodi di cui siano testimoni in classe o vengano a conoscenza nella scuola: non farlo potrebbe far scattare omissioni punibili penalmente. Anche l’Università, già impegnata, atterà un monitoraggio sui dati raccolti attraverso un questionario distribuito agli studenti per conoscere il loro punto di vista su ciò che ritengono lecito o illecito. «Per la firma del Protocollo è stato scelto questo periodo – ha proseguito il prefetto – perché precede l’inizio delle scuole e per unire provincia e istituzioni in un impegno comune e affrontare problemi e rischi dei ragazzi esposti alle negatività sociali. Rispondiamo così anche all’invito del Ministro interni sul tema “Scuole sicure” contro droghe e bullismo che ha dato precise disposizioni (solo Bologna è interessata in regione, ndr) coinvolgendo però tutti i prefetti su attività preventive e di contrasto».
Il bullismo aumenta
Perché il fenomeno del bullismo è aumentato negli ultimi anni sia a livello nazionale che locale per cui è necessario intensificare interventi. «Si costituirà – chiude Campanaro –un Tavolo permanente con le professionalità idonee a sviluppare un Piano formativo che sarà poi sottoposto agli ambienti scolastici per far percepire la differenza fra un comportamento lecito ed illecito». –
Margherita Goberti
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