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Otto sindaci e altrettanti Sì «Ecco i benefici delle fusioni»

Lauro Casoni
Otto sindaci e altrettanti Sì «Ecco i benefici delle fusioni»

Il 7 ottobre si tengono i primi due referendum: i primi cittadini sono compatti Marchi: «Non perderemo identità e sarà garantita una maggiore efficacia» 

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Accelera la macchina organizzativa che porterà presto numerosi cittadini della provincia a decidere, attraverso i referendum previsti il 7 ottobre, se approvare oppure no la fusione tra i comuni di Berra e Ro, e tra Formignana e Tresigallo.

Sul tema si sono espressi i sindaci coinvolti (tutti presenti ieri in Castello Estense a Ferrara), anche quelli delle amministrazioni che hanno appena dato il via ai lavori “di avvicinamento” come Mesola-Goro e Ostellato-Fiscaglia.

enormi potenzialità

Proprio il sindaco di Ostellato Andrea Marchi, vicepresidente della Provincia, ha riassunto nell’intervento iniziale le enormi potenzialità di queste aggregazioni.

«Arrivare ad un Comune unico – sottolinea Marchi – non significa né perdere l’identità ed il senso di appartenenza alla propria comunità ed alla propria frazione né rivendicare con orgoglio le proprie tradizioni; la ricchezza del mondo del volontariato offerto dai due Comuni, dalle frazioni, deve essere mantenuta e sostenuta ed anzi essere un elemento ulteriore di arricchimento di servizi, iniziative ed occasioni di sostegno ai cittadini, così come per lo sport».

La fusione, secondo Marchi, significa piuttosto «la possibilità di contare di più nel panorama regionale dopo la scomparsa della Provincia in quanto ente mediatore, nonché di essere una realtà più grande capace di offrire servizi e sostegno, dal punto di vista amministrativo e dell’accompagnamento alle imprese del territorio, dove molti giovani lavorano».

Voler incentivare queste fusioni ha come presupposto «che questo processo, attraverso l’ampliamento territoriale dei due raggiunga un’adeguata dimensione, ottenendo anche il risultato di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa nello svolgimento dei compiti conferiti dalla riforma di norma», sostiene Marchi.

impossibile “fare da soli”

Altri sindaci hanno ricordato la riduzione drastica dei costi della politica e soprattutto l’impossibilità per i piccoli comuni che decideranno di “fare da soli” di continuare a erogare servizi di qualità. L’altro pericolo, sentito da tutti i sindaci indifferentemente dal colore politico, è la possibilità, non tanto remota, che le fusioni vengano ordinate dall’alto ma senza essere accompagnate da contributi e finanziamenti.

più contributi e meno vincoli

I nuovi Comuni, una volta istituiti, potranno contare su contributi regionali e statali. Per esempio, relativamente a Berra-Ro, nell’arco di dieci anni i contributi finanziari in caso di fusione ammontano a 15 milioni e 683 mila euro (oltre un milione della Regione e 14,6 dallo Stato). Nel caso di Formignana- Tresigallo, invece, parliamo di 12 milioni di euro in dieci anni (11,3 dello Stato e 674 mila dalla Regione).

Oltre a ciò, non saranno applicati vincoli per assunzioni di personale a tempo determinato nel nuovo Comune nato da fusione e questo potrà, al contrario, utilizzare eventuali margini di indebitamento precedentemente consentiti anche a uno solo dei Comuni originari. Infine, nei dieci anni successivi alla sua costituzione, il nuovo Ente unico potrebbe avere priorità nei programmi e nei provvedimenti regionali che prevedessero contributi a favore degli Enti locali.

la formula e i tempi

Le eventuali fusioni Berra-Ro e Formignana-Tresigallo sono previste a partire dal 1º gennaio 2019, solo dopo aver tenuto il referendum consultivo il 7 ottobre. Le elezioni degli organi degli eventuali nuovi Comuni potranno avvenire solo nella primavera 2019, mentre gli attuali organi decadranno dal 1º gennaio. Nei primi mesi del 2019 il Comune nascente da fusione dovrebbe essere retto da un Commissario prefettizio. —

Lauro Casoni

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