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Il colpo in galleria matteotti  

Derubato in centro è aiutato da nigeriani a bloccare il ladro

D.P.
Derubato in centro è aiutato da nigeriani a bloccare il ladro

Vittima del furto “il poeta tra la gente” che ringrazia Il suo aggressore tunisino, condannato, resta in carcere

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Lo conoscono tutti come il “poeta tra la gente”, Pier Francesco Betteloni. E piazza Trento e Trieste è la sua “casa”, dove con il banchetto davanti al McDonald’s regala poesie ai ferraresi. E proprio nei pressi della piazza, in Galleria Matteotti, all’una di notte mentre rincasava è stato avvicinato da un ragazzo dalle spalle, che gli ha strappato il cellulare che aveva in mano.

Rincorso nel centro

Da questo momento è iniziato l’inseguimento: «L’ho rincorso per non perderlo di vista, ma in mio aiuto, mentre gridavo sono arrivati due ragazzi nigeriani che in bicicletta» che poi hanno bloccato il tunisino che scappava, nei pressi della biblioteca Ariostea e lo hanno consegnato ai carabinieri che poi lo hanno arrestato.

Condanna ad un anno e mezzo

Il giovane tunisino Oussama Arbi, 26 anni, ieri mattina è stato processato per direttissima: il giudice Piera Tassoni ha accolto il patteggiamento di un anno e mezzo di pena ma soprattutto ha ordinato per lui il carcere, come richiesta dal pm Stefano Longhi. Insomma, il ladro-rapinatore di cellulare resta in carcere, visto il suo stato di persona che non si sa dove abiti, come viva e soprattutto perchè pericoloso visto che il furto con violenza poteva anche finire male.

Finisce Dritto in carcere

Il fatto importante è che pur potendo usufruire della sospensione condizionale della pena (perchè incensurato) per lui si sono aperte le porte del carcere, perchè come spiegano gli addetti la condizionale non è un automatismo, va applicato caso per caso. In questo caso il carcere è l’unica soluzione. Lui, la vittima, il “poeta tra la gente”, ieri dopo il processo raccontava il fatto sottolineando l’aiuto avuto dai due ragazzi: «Lo so io che sto in mezzo alla gente tutto il giorno, che c’è il bene e il male anche per gli stranieri, con quello che faccio sono alla mercè del bello e del brutto. In questo caso ho trovato due bravissimi e gentilissimi ragazzi nigeriani, senza i quali non sarei riuscito a fermare chi mi aveva sottratto il cellulare e riaverlo».

cercherò di sdebitarmi

«Cercherò di sdebitarmi - annuncia Betteloni - lo posso dire a tutti, ho il loro numero di telefono e lo farò in un modo o nell’altro. Perchè occorre sottolineare che loro due stranieri sono venuti i mio aiuto, un estraneo, un ferrarese quale sono anche se d’adozione da 19 anni: questo è l’aspetto bello di questa vicenda». Grazie alla testimonianza di Lucky Uwadia e Kola Festus, i due ragazzi nigeriani che hanno “arrestato” il tunisino, ieri al processo per direttissima è stato valutata la posizione di pericolosità del tunisino, tale da motivare il carcere. —

D.P.

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