Il business del cibo a casa I ristoratori ci credono
Dopo Just eat anche Deliveroo è sbarcato in città con i suoi raider in bici Musacci (Fipe): il fatturato può crescere del 15-20% e i clienti sono garantiti
Anche Ferrara è entrata nel circuito delle piattaforme per la consegna dei pasti a domicilio, una possibilità di scelta aggiuntiva per i consumatori e un canale in più per aumentare il fatturato a disposizione dei ristoratori più smart. Dopo Just Eat, che opera da qualche tempo in città, dall’inizio della settimana è sbarcato anche Deliveroo, il colosso delle consegne a domicilio divenuto famoso nei mesi scorsi anche per i faccia a faccia con il vicepremier Di Maio sulle tutele dei rider. La rete di Deliveroo è in fase di costituzione per quanto riguarda la città ma è comunque già operativa, con alcune decine di rider in bici e motorino e una prima lista di una ventina di ristoranti e fast food dai quali scegliere per farsi consegnare i pasti a domicilio.
Come funziona
Il funzionamento della piattaforma lo spiega Matteo Musacci, presidente di Fipe Confcommercio e titolare tra gli altri di Apelle, uno dei primi ristoranti inseriti nella piattaforma. «Siamo stati contattati qualche mese fa da Deliveroo, sono loro a scegliere i partner dai quali partire in una città, sulla base della tipologia dei locali e su altri parametri: immagino che la nostra forte presenza sul web possa aver influito nella scelta - spiega Musacci - Il cliente sceglie sulla piattaforma oppure sull’app, a me arriva l’ordine che posso accettare o meno. In contemporanea arriva anche ai rider, il primo di loro che accetta si aggiudica la consegna». Una garanzia per il consumatore, il ristoratore e anche il rider è il fatto che sulla piattaforma, una volta digitato l’indirizzo del luogo dove si vuole la consegna, compaiano solo i locali presenti nel raggio di 3 chilometri, che è evidentemente la distanza considerata massima per poter consegnare cibo alla temperatura giusta e con le qualità organolettiche intatte.
Chi ci guadagna
Musacci è sicuro: «La diffusione di queste piattaforme può essere positiva per tutti. I locali che non hanno un servizio da asporto, in particolare, possono incrementare anche del 15-20% le loro vendite senza costi aggiuntivi, perché in pratica dobbiamo mettere a disposizione solo il packaging. C’è una commissione da pagare che varia a seconda di alcuni parametri. I clienti - continua il presidente della Fipe - pagano 2,50 euro per consegna, sia pure con una limitazione dell’ordine minimo, che è di 5 euro, imposto da Deliveroo, giusto per impedire spedizioni solo per una piadina o una bevanda». Il servizio deve però ancora decollare.
I rider
L’altra categoria interessata a questo strumento è appunto quella dei rider, che in bicicletta o più raramente in motorino consegnano i cibi. L’inquadramento di queste persone, in genere giovani alle prime esperienze lavorative, è oggetto di trattative a livello governativo, che hanno comportato anche una spaccatura nel fronte delle aziende del settore. «Al momento non abbiamo richieste di tutele sindacali - dice Giorgio Zattoni, segretario della Uiltucs Uil - Il problema è rappresentato da una sentenza che inquadra questo rider nel novero dei lavoratori autonomi». —
S.C.
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