La Nuova Ferrara

Ferrara

cantieri post-sisma 

Partono i grandi lavori per Corpus Domini e Sant’Antonio in Polesine

Margherita Goberti
Partono i grandi lavori per Corpus Domini e Sant’Antonio in Polesine

Circa due milioni di euro per sistemare i monasteri più importanti inseriti nei piani di restauro dopo i danni del terremoto

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«Fra i cantieri post sisma – ha annunciato il sindaco Tiziano Tagliani – ora è il tempo di avviare quelli più complessi. A giorni partiranno le opere di ristrutturazione presso i due monasteri cittadini dove vivono ed operano due ordini religiosi di clausura con cui il Comune dopo le operazioni di accatastamento, sta anche riconfermando il rapporto locativo, ma sono imminenti anche gli interventi nelle chiese della Madonnina, San Paolo, Consolazione, San Carlo che appartiene all’Ásl e l’abside di S. Nicolò, che rappresentano una parte molto importante del nostro patrimonio artistico».

Un progetto complesso

Mentre si stanno ultimando i lavori alla Certosa, lunedì 17 si avvierà la riparazione e il miglioramento della chiesa del Corpus Domini di via Campofranco e dell’annesso convento delle clarisse di via Pergolato. L’intervento preposto – ha illustrato l’assessore Aldo Modenesi – si articola su tre porzioni del complesso: la parte di via Pergolato con i parlatoi, le cucine e la zona dormitori, quella degli ambienti limitrofi al campanile ed infine i locali della sacrestia. La durata dell’intervento sarà di circa sei mesi, il cantiere è affidato all’architetto Leonardo Blasetti mentre la responsabile del procedimento in fase di progettazione ed esecuzione sarà Natascia Frasson». Il costo complessivo si aggira sui 400 mila euro. Dureranno invece un anno e mezzo i lavori al monastero di S. Antonio in Polesine, al via dal 24 settembre con responsabile del procedimento di base Capozzi e Frasson per quello d’esecuzione.

I fondi del ducato

Si interverrà sulla chiesa, il campanile ed il noviziato; va però ripristinato anche il muro di cinta, il parafulmine sul campanile, il soffitto ligneo della Sala del Capitolo, mentre il secondo chiostro si inserisce nel Progetto Ducato Estense. Il costo si aggira su 1.6 milioni di euro. —

Margherita Goberti

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