Dal progetto Sporting a una carriera nel calcio Per otto rifugiati lo sport è diventato un lavoro
la storiaDavide BonesiL’anno scorso, circa di questi tempi La Nuova Ferrara era andata al centro sportivo del (famigerato) quartiere Pilastro di Bologna per raccontarvi il progetto sportivo (e...
la storia
Davide Bonesi
L’anno scorso, circa di questi tempi La Nuova Ferrara era andata al centro sportivo del (famigerato) quartiere Pilastro di Bologna per raccontarvi il progetto sportivo (e sociale) denominato Sporting Argenta, la squadra di calcio sorta dalle ceneri del Santa Maria Codifiume, che si allenava nel campo della periferia bolognese ma giocava le partite casalinghe in quello della frazione argentana. Una squadra composta da giovani rifugiati provenienti da diversi Paesi africani. La regia di tutto (in seguito anche la direzione tecnica per le dimissioni a stagione in corso dell’allenatore Mauro Poppi) era di un argentano doc, Bruno Patelli di Bando, la cui carriera parla di tanti anni nel calcio giovanile professionistico, compresa la Juventus e in Germania, dove ha vissuto.
progetto interrotto
Non senza difficoltà (compresa la lingua e l’assenza di un vero portiere), la squadra ha concluso il campionato di Promozione, sì all’ultimo posto ma con tutte le giustificazioni di una situazione indubbiamente difficile per fare calcio. Fra l’altro, pur aderendo ad un progetto nazionale realizzato da Coni e Ministero, Patelli ebbe notevoli difficoltà nel tesserare calciatori, perché la Federazione richiedeva le firme dei genitori, così dopo un solo anno questo progetto (sogno) è finito.
chi ce l’ha fatta
Ma non tutto il lavoro è da buttare, come ci conferma lo stesso Patelli: «Nel gruppo c’erano diversi ragazzi di qualità, d’altronde parliamo di 18-19enni che nella giusta dimensione possono diventare veri calciatori e, anche grazie ad amici che hanno deciso di prenderli in prova, molti di loro ora sono passati in squadre semiprofessionistiche europee». Nel dettaglio, Alieu Agbontaen (classe 1998) è al Saarbrucken, Daouda Traore (’99) al Tsv Havelse e Osas Taiwo (2000) al Memmingen, tutte squadre di 4ª Divisione in Germania. Samorou Nfoundun (’99) al Concardeau e Zoumana Fofana (2000)al Laval militano in 3 Divisione francese. Junior Moussa Kone (’99) è al Melilla (Seconda Divisione spagnola), mentre Abdou Inza Aluma (2000) è al Monsanto (4ª Divisione portoghese). A questi vanno aggiunti altri componenti di quel gruppo rimasti in formazioni di Promozione e Prima categoria della nostra regione.
i dubbi sul futuro
Adesso Patelli è entrato in una Scuola Calcio sempre nel Bolognese, ma quanto fatto con lo Sporting Argenta non è passato inosservato, tanto che gli è stato proposto di continuare il progetto al Pilastro. Ma i problemi non mancano: «Intanto, il centro sportivo va riassegnato e nessuno vuole assumersi l’impegno, di certo non posso farlo io da solo. Poi, resta il nodo tesseramenti, visto che nelle varie strutture gestite dalle cooperative (in primis Camelot, ndr) ci sarebbero una cinquantina di ragazzi nati nel 2000 e 2001 disponibili a giocare, ma avremo il solito problema dei tesseramenti: come facciamo a trovare i loro genitori per firmare il tesseramento? La soluzione sarebbe iscriverci ai campionati amatoriali, ma non è semplice. E, comunque, questi ragazzi oltre a studiare la lingua e, in questo caso, giocare a calcio in Italia dovrebbero imparare un mestiere, purtroppo però con i miei ragazzi non è accaduto». —
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