La prevenzione una sfida per l’Asl «Curiamo migliaia di malati cronici»
In una società che invecchia la prevenzione tende a diventare una delle risorse principali del sistema sanitario per innalzare la qualità della vita della popolazione. Una delle battaglie più...
In una società che invecchia la prevenzione tende a diventare una delle risorse principali del sistema sanitario per innalzare la qualità della vita della popolazione. Una delle battaglie più importanti, sotto questo profilo, è legata alle campagne di educazione per modificare gli stili di vita sbagliati, quali tabagismo o alcool, che devono essere costantemente monitorati per aiutare il cittadino a non compromettere il suo stato di salute. La prevenzione consente però, al contempo, di migliorare l’allocazione delle risorse perché «dalla patologia cronica non si guarisce», come ha spiegato il dirigente Asl Sandro Guerra, direttore del Dipartimento Cure primarie, nel corso di un incontro promosso dal Pd con i cittadini di Porotto.
Una rete di servizi
L’Asl di Ferrara, ha precisato Guerra, offre oggi assistenza ad oltre tredicimila pazienti con problemi di diabete e ad oltre cinquemila pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva o da problemi di scompenso cardiaco.
In una popolazione che invecchia questa fascia di pazienti che richiede assistenza al sistema sanitario tende naturalmente a crescere se la prevenzione non diventa un progetto in grado di entrare capillarmente nel tessuto sociale e nell’organizzazione del sistema. L’avvento delle Case della Salute, oltre alla creazione degli ambulatori di Medicina di gruppo, ha portato a un miglioramento nella gestione di molti pazienti, che devono comunque essere assistiti anche attraverso il controllo del proprio medico di base e delle strutture di base.
Comportamenti che cambiano
Il direttore del Distretto Centro Nord dell’Asl, Renato Cardelli, ha auspicato che il fabbisogno delle risposte sanitarie sia sempre più calibrato sul fattore età, in particolare perla fascia «oltre i 65 anni dove spesso sono presenti malattie croniche». La senatrice Paola Boldrini, componente della Commissione Igiene e Sanità, ha precisato che «a livello nazionale vita media è oggi di 83 anni per le donne e di 81 per gli uomini. Nella nostra società sono presenti 251 anziani ogni 100 giovani». Oggi, ha aggiunto, sono cambiati compotamenti e necessità rispetto al passato: «Un chiaro esempio - ha detto - è la donna tra i 50 e i 55 anni, che si trova, a differenza del passato a continuare a lavorare, oltre a seguire i figli ancora conviventi e a dare la necessaria assistenza ai genitori anziani». —
Stefano Balboni
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