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La sponda cede Al via i lavori dopo due mesi di chiusura

La sponda cede Al via i lavori dopo due mesi di chiusura

L’attesa dei residenti è finita Le macchine sono arrivate e la zona messa in sicurezza Da capire i motivi della frana: forse le auto parcheggiate

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Partiti i lavori di ripristino della sponda del canale di via Muratori, in parte franata all’inizio del mese di giugno scorso.

il cantiere

All’interno dell’area di cantiere, delimitata da transenne, sono spuntati un bobcat, segnali stradali provvisori ed un cartello che descrive l’intervento di somma urgenza attivato dal Comune. Sorvegliati a vista dai residenti, che attendevano dall’inizio dell’estate i lavori, gli operai hanno posizionato sacchi di sabbia tutt’attorno alla sponda del canale ceduta, creando una barriera protettiva e di prevenzione.

i tempi

I tempi e le caratteristiche dell’intervento di messa in sicurezza della sponda sono descritti nel cartello di cantiere, che indica anche il costo complessivo di 38mila euro, sostenuto per il solo primo stralcio, ma la seconda fase sarà quella che riguarderà la ricostruzione vera e propria della sponda del canale.

il cedimento

Thetis Costruzioni srl di Poggio Renatico è la ditta incaricata ad eseguire l’intervento di somma urgenza. Alessio Colombi è il professionista responsabile dei lavori, di cui ha curato anche la progettazione. Il cedimento di una porzione della sponda del canale di via Muratori è stato scoperto la mattina dell’8 giugno scorso, dopo un temporale impetuoso.

Da subito sono rimbalzate sul web le ipotesi più disparate sulle cause del crollo, la più accreditata delle quali è stata attribuita al continuo transito, in via Muratori, di autocarri carichi di merci da smistare tra le attività commerciali della zona. Tra le ipotesi anche la presenza prolungata di veicoli parcheggiati sul lato del canale.

le protezioni

Il posizionamento di diverse file di sacchi a protezione della sponda del canale ed il transennamento della strada hanno ristretto la parte carrabile al punto tale che ora è percorribile da pedoni, biciclette, motorini e, a passo d’uomo, dalle automobili. Il divieto di transito agli autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 3, 5 tonnellate è ben visibile. —

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