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nel mirino bondeno e il ministero 

Sindacati in cattedra «Più tempo pieno e mensa garantita»

Difesa strenua del tempo pieno, «nel quale la refezione scolastica è un Tempo educativo ben preciso». Sferzata alle amministrazioni locali, che «non possono limitare la loro visione di scuola...

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Difesa strenua del tempo pieno, «nel quale la refezione scolastica è un Tempo educativo ben preciso». Sferzata alle amministrazioni locali, che «non possono limitare la loro visione di scuola pubblica alle sole questioni di edilizia e rette». È doppia la bacchettata di Cgil, Cisl e Uil scuola alla vigilia dell’apertura delle classi. Il tema è la difficoltà a garantire la mensa scolastica a tutti gli studenti.

Da una parte i sindacati mettono nel mirino, anche se non lo nominano, il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, che ha minacciato di escludere già da domani i bambini di famiglie non in regola con il pagamento delle rette. «Il nesso indissolubile tra il diritto alla mensa, i bisogni di socializzazione, l’incremento della povertà minorile non possono essere affrontati dagli amministratori locali con un semplice “non paghi, quindi sarai accompagnato all’uscita della scuola”» si legge infatti nella nota. Così si fa da amplificatori delle disparità sociali, invece di contribuire ad attenuarle: ergo, bisogna vedere caso per caso.

L’attenzione sindacale è però puntata anche sulle richieste di tempo pieno non soddisfatte dall’Ufficio scolastico provinciale, per problemi di organico. «La mensa scolastica non dev’essere visto semplicemente come un luogo in cui i bambini consumano un pasto - dicono Cgil, Cisl e Uil - ma ha significati materiali e pedagogici. Ecco perché abbiamo sempre chiesto e continueremo anche al nuovo Parlamento d’investire fin dalla prossima legge di Bilancio nella scuola pubblica tutto ciò che in questi anni le è stato sottratto». —

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