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Altra giornata difficile in zona via Bologna Capozzi: ma non c’era alcun rischio di crollo 

Stop alla circolazione per le fessurazioni nel cemento armato

Stefano Ciervo

il retroscenaAnche ieri è stata una giornata molto complicata per chi doveva spostarsi nella zona sud della città. Verso le 10 dimattina c’è chi ci ha messo 40’ per attraversare via Foro Boario, dal...

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il retroscena

Anche ieri è stata una giornata molto complicata per chi doveva spostarsi nella zona sud della città. Verso le 10 dimattina c’è chi ci ha messo 40’ per attraversare via Foro Boario, dal ponte della Pace fino a via Bologna, strada che è diventata l’unico asse di collegamento tra due quadranti della città. Colpa dell’improvvisa interruzione al traffico del viadotto di via Ferraresi, scattata giovedì 13, che ha sovraccaricato la viabilità alternativa. Ma gli automobilisti in coda possono ritenersi fortunati: senza quei lavori, avrebbero potuto sprofondare di diversi centimetri rispetto all’attuale piano stradale.

Non emergenza, ma urgenza

Lavori di manutenzione straordinaria a quel viadotto, che risale a 45 anni fa, sono stati inseriti nella lettera inviata a inizio settembre dalla Provincia al ministero delle Infrastrutture, con il censimento dei ponti sui quali intervenire con sollecitudine. Niente che avesse bisogno d’interventi immediati, in ogni caso. E allora perché pochi giorni dopo l’amministrazione comunale ha convocato una conferenza stampa d’urgenza per annunciare la chiusura per lavori con un preavviso di appena 48 ore, correndo il rischio di cogliere di sorpresa la maggioranza degli automobilisti? La risposta sta nelle risultanze di una verifica d’urgenza compiuta un paio di giorni prima dell’annuncio, che ha evidenziato importanti lesioni nel cemento armato dei supporti dell’impalcato.

rischio sprofondamento

«Bisogna chiarire, non c’era alcun rischio crollo del viadotto - è la sottolineatura di Luca Capozzi, ingegnere capo del Comune - Nel quadro di verifiche su alcune strutture particolarmente sollecitate dal traffico pesante, però, siamo andati a vedere da vicino con l’aiuto di un’autoscala gli elementi del viadotto non visibili da terra. E ci siamo così accorti di lesioni nel cemento armato di alcuni baggioli, appoggi delle travi che sorreggono l’impalcato della strada. Una situazione preoccupante perché se questi elementi vengono a mancare, l’asfalto cede formando gradoni di 3-4 centimetri, per appoggiarsi direttamente al pilastro. Abbiamo quindi deciso, per evitare ogni rischio, d’intervenire immediatamente».

situazione limite

La chiusura di via Ferraresi andrà avanti, nelle previsioni, fino a metà settimana, poi il cantiere potrà proseguire senza interruzioni al traffico. Ci sono altre strutture ipoteticamente nelle stesse condizioni? «Quel viadotto è una situazione particolare - ragiona Capozzi - perché è percorsa da molti mezzi pesanti e inoltre forma una semicurva, quindi la struttura è sottoposta a carichi extra. Saranno comunque compiute altre verifiche». —

Stefano Ciervo

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