Spari nelle campagne Tornano le proteste: «Animali impauriti»
Disagi a Valle Rillo e Francolino: «Qui la caccia va vietata». La replica: problema avvertito solo durante i primi giorni
Tornano a sparare le doppiette, e tornano le proteste. L’apertura della stagione venatoria, ieri, è stata accompagnata da malumori e segnalazioni di disagi provocati dai cacciatori. La titolare dell’agriturismo e azienda agricola Valle Rillo di via Capodistria, Francesca Basaglia, chiede «un’ordinanza urgente per l’interdizione della caccia nell’area prossima a Valle Rillo» e si dichiara «indignata dalla situazione che viola tutti i principi di tutela e promozione del territorio del parco».
«Spavaldi dentro al mio fondo»
Ieri mattina, sottolinea, «nell’arco di 600 metri erano parcheggiate 8 vetture di cacciatori con circa 15 cacciatori che si sono dispersi attorno a Valle Rillo coi cani. Hanno sparato decine di colpi, talvolta in raffiche di più di tre colpi (e questa è già una violazione) terrorizzando animali e abitanti della strada».
Non è la prima volta che si verificano questi inconvenienti «e negli anni passati i cacciatori ci hanno intimato con il fucile in mano di non rompere le scatole e di “andare ad abitare da un’altra parte”, i più spavaldi dentro la mia proprietà con i cani liberi, sicuri di essere tutelati dalla legge ci hanno sfidato a chiamare le forze dell’ordine. Sono stanca di avere paura, sono stanca di vedere soffrire e correre rischi i miei animali e le persone che vivono in questo luogo di pace perché questi insensibili cacciatori continuino a svolgere lo sport più triste che esista».
La chiamata al 113
Chi invece le forze dell’ordine le ha chiamate davvero è una responsabile della scuola di equitazione del maneggio di via Argine Po, a Francolino. Ha telefonato alla polizia di Stato perché gli spari stavano innervosendo i cavalli e, memore di un incidente avvenuto l’anno scorso (un bimbo caduto da un cavallo che si era imbizzarrito per lo spavento), ha fatto intervenire una Volante. Nelle vicinanze c’erano tre cacciatori, e gli agenti non hanno constatato violazioni delle norme, ma il disagio resta per chi subisce questa convivenza con le doppiette.
La replica
«Succede tutti gli anni, all’apertura della stagione venatoria - interviene Pierluigi Zucchi, presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia (Atc) Fe/1 che comprende il Comune di Ferrara e il territorio di Santa Maria Codifiume - Dopo mesi di silenzio ci si è disabituati al rumore degli spari, e il fastidio viene avvertito in modo molto più intenso nel corso dei primi giorni. È soprattutto un fattore psicologico che con il prosieguo della stagione si attenua. Da parte nostra, mettiamo a bilancio una quota di fondi per consentire alle guardie venatorie controlli rigorosi per verificare il rispetto delle regole da parte dei cacciatori che comunque, ricordo, hanno il diritto di esercitare l’attività e sono gli unici a cui è consentito l’ingresso in fondi privati, rispettando orari e distanze prestabiliti. Del resto la caccia è anche prevenzione e sostegno all’agricoltura».
Quanto agli spari a raffica segnalati a Valle Rillo, spiega: «È vero, è una pratica vietata, ma succede che più cacciatori sparino quasi in contemporanea a un solo animale, e questo dà l’impressione di una raffica, ma non è così».
Doppiette in calo
In questi anni l’andamento dei cacciatori iscritti agli Atc, conclude Zucchi, ha conosciuto una certa flessione: «Il calo si assesta attorno al 4-5 per cento ed è in linea con la media nazionale. Negli anni Ottanta e Novanta la caccia era molto più popolare, e considerata come tutti gli altri sport. Dopo questa fase di boom ora assistiamo a una diminuzione, in parte dovuta all’invecchiamento, in parte alla crescita del sentimento anticaccia». —
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