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le motivazioni dei giudici 

Per l’omicidio Burci ergastolo agli imputati: «Uccisa anche da altri»

Il ritrovamento del cadavere carbonizzato in golena
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Il ritrovamento del cadavere carbonizzato in golena

Il dato che emerge, conferma la convinzione dei giudici che i due imputati non sono gli unici “assassini”

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FERRARA. Al processo d’appello, il quinto in dieci anni per l’omicidio di Paula Burci, una ragazza romena, 18enne, uccisa nel marzo 2008 perché non voleva più prostituirsi e denunciare i suoi sfruttatori, l’accusa aveva chiesto addirittura l’assoluzione dei due imputati, Sergio Benazzo, 42 anni, idraulico di Crespino, e Gianina Pistroescu, 42 anni: i giudici di Venezia (Corte assise appello) hanno invece deciso l’ergastolo, confermandolo e spiegando nelle motivazioni depositate in questi giorni la loro decisione. Il dato che emerge, conferma la convinzione dei giudici che i due imputati non sono gli unici “assassini”.

Massacrata da altri
Il massacro di Paula Burci sarebbe stato compiuto da altri, una banda cui la ragazza era stata venduta da Benazzo, malviventi di altro calibro rispetto ai due imputati che la sfruttavano facendola prostituire. Secondo i giudici, i due imputati era presenti la sera del massacro. Avrebbero anche partecipato, ma a colpire sarebbero stati soprattutto “altri” . E lo avrebbero fatto con una spietatezza e un metodo disumani nell’abitazione di Benazzo, a Villadose. Va ricordato il movente dell’omicidio avvenuto quando, verso febbraio 2008, la giovane viene “ceduta” da Benazzo ad una banda di stranieri per chiudere un grosso debito. Paula voleva fuggire da quella vita. Non l’hanno permesso.

Uccisa e gettata in golena
Dopo la “cessione” , finisce a prostituirsi in un locale poco fuori Rovigo ma scappa e torna a casa di Benazzo. Ed è qui che i criminali la avrebbero punita: prima una martellata in testa da farla svenire, per non sporcare e lasciare tracce. Poi, una volta incosciente, dopo essere stata portata in un altro luogo, il massacro: botte, altre martellate, colpi di forcone. Le vengono tolti tutti i vestiti, le vengono spaccati i denti, il corpo viene dato alle fiamme sull’argine del Po a Zocca di Ro, nel Ferrarese, dopo essere stato nascosto, verrà trovato nel marzo del 2008: da allora la sua salma è nel cimitero degli indigenti a Mizza. –

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