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Centinaia di cattedre ancora da attribuire La carica dei precari in cerca di un posto

Alessandra Mura
Centinaia di cattedre ancora da attribuire La carica dei precari in cerca di un posto

Ieri all’Aleotti per le assegnazioni di medie e superiori Una supplente: mi sono capitati due istituti e cinque classi 

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Nell’aula magna, al piano interrato dell’Its Aleotti di via Ravera, i ventilatori aggiuntivi che il personale si affretta a portare giù non bastano a dissipare l’afa accentuata dal calore umano. Decine e decine di insegnanti siedono pazienti al banco, l’elenco delle graduatorie davanti agli occhi, in attesa che arrivi il turno della propria classe di concorso.

I giorni delle assegnazioni

Sono tutti docenti di 2ª o 3ª fascia, chiamati ieri (e oggi) a coprire le cattedre di scuola media e superiore e del sostegno che ieri, ad anno aperto da due giorni, erano ancora centinaia. La prima impressione è un po’ quella di una “asta” dell’istruzione, coi “banditori” che annunciano l’offerta e candidati che, in base ai punti in graduatoria, vengono convocati e messi di fronte alle scelte possibili. Intanto, al piano di sopra, confortati da una temperatura più sopportabile, i colleghi delle altre classi di concorso attendono il loro turno.

Pochi abilitati al sostegno

Sono tutti precari, chi abilitato (graduatorie di seconda fascia) e chi no perché ancora in attesa di concorso (terza fascia), visto che quest’anno si è dato completamente fondo alle graduatorie a esaurimento (da cui si attingono i docenti di ruolo). Per la prima volta, dunque, anche gli insegnanti di terza fascia sono stati convocati subito e non, come negli anni scorsi, avvertiti direttamente via mail in caso di posti rimasti vacanti in una delle sedi indicate. Con la speranza di non essere assegnati troppo lontano da casa. Ieri si è cominciato dal sostegno, ma le attribuzioni sono state meno di una ventina. «Mancano i docenti specializzati nel sostegno - spiegano alcune insegnanti in attesa di convocazione - e restano ancora decine e decine di posti vacanti che saranno necessariamente occupati, a partire da giovedì, da docenti senza specializzazione».

Supplenti da sempre

L’unica certezza è che tutti i posti ancora da assegnare saranno coperti da precari, chi già abilitato, chi no, ma quasi sempre con anni e anni di supplenza alle spalle. Daria Saccomanni si è diplomata alle magistrali nel 1992 e poi ha conseguito la laurea. Dal 1993, mentre ancora frequentava l’Università, ha cominciato a lavorare come maestra e oggi, inserita in seconda fascia per le primarie e in terza fascia per le secondarie, vanta la bellezza di 25 anni di precariato. I primi dieci, racconta, li ha trascorsi nella stessa scuola, come insegnante di sostegno attraverso la cooperativa sociale Girogirotondo di Comacchio, «poi nel 2010 ho rinunciato al posto, mi sono licenziata perché volevo fare qualcosa di diverso. Insegno italiano, storia e geografia alle medie inferiori, italiano filosofia e storia alle superiori, e finora ho lavorato tra Mesola, Porto Garibaldi e Comacchio, anche presso i Cpia, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti». Paola invece si è laureata nel 2005 ma tra altri impegni extrascolastici e maternità, lavora annualmente nella scuola dal 2014-2015, e le sono toccati spesso i famigerati “spezzoni”: «Sono arrivata ad avere due scuole e cinque classi», spiega.

Le rinunce degli Ata

«Il meccanismo sta funzionando, si procede con le assegnazioni - interviene Francesco Borciani, dirigente scolastico dell’Its Aleotti, il plesso utilizzato per le convocazione di medie e superiori per l’ampiezza della sua aula magna - Anche gli anni scorsi si arrivava ad anno scolastico iniziato con cattedre ancora vacanti, e si interveniva convocando successivamente i docenti di terza fascia, anche a ottobre inoltrato. Prevediamo (tra ieri e oggi, ndr) di completare le assegnazioni di terza fascia, e poi si passerà agli spezzoni. C’è qualche problema con le deleghe per gli Ata provenienti da extra provincia, che non di rado poi rinunciano all’incarico». —

Alessandra Mura

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