Muore per la febbre della West Nile, le vittime ferraresi ora sono otto
Il 18 settembre il decesso del noto imprenditore Licinio Roncarati, 74 anni, che era ricoverato all’ospedale di Cona da quaranta giorni
FERRARA. Il suo era uno dei casi più delicati e difficili, perché i danni da encefalite da West Nile si erano sovrapposti a quelli di una grave patologia neurologica di cui soffriva da tempo. Licinio Roncarati, 74 anni, ha resistito per quaranta giorni alla Febbre del Nilo che lo aveva colpito i primi di agosto nella sua forma più aggressiva. È morto ieri mattina (18 settembre) all’ospedale di Cona, allungando il triste elenco delle vittime ferraresi del virus delle zanzare, arrivate già a quota otto, il bilancio in assoluto più pesante di ogni altra zona d’Italia.
Quaranta giorni di agonia
Licinio Roncarati era piuttosto conosciuto nel Ferrarese per essere stato, negli anni Ottanta e Novanta, il gestore della discoteca Kontiki di Vigarano Mainarda, attività poi passata ai figli Max e Sabrina che tuttora dirigono il locale da ballo. Motivi di salute lo avevano costretto a ritirarsi anzitempo, e per un certo periodo aveva vissuto con la moglie Carla a Ferrara, per poi tornare ad abitare nella “sua” Vigarano.
I primi di agosto, l’inizio della fine, a causa di una “banale” puntura di zanzara. L’insetto, infettato dagli uccelli migratori portatori del virus, gli ha trasmesso la West Nile che, nel suo organismo già debilitato e reso fragile dalla malattia («il paziente presentava comorbilità», si legge nella nota inviata dall’azienda ospedaliera Sant’Anna) ha comportato complicanze neurologiche con l’insorgenza di un’encefalite che in poco meno di un mese e mezzo lo ha portato alla morte. Otto dunque le vittime che hanno funestato un’estate che sarà ricordate tra le più drammatiche per la West Nile, con un bilancio neanche lontanamente paragonabile rispetto ai tre decessi avvenuti in provincia nel 2008 e nel 2013. Da allora segnalazioni di pazienti colpiti in misura più o meno grave sono stati registrati con andamento variabile, ma non c’erano stati altri decessi prima dell’impressionante morìa delle ultime settimane.
Ancora due pazienti ricoverati
Quindici in tutto, i pazienti che nel corso dell’estate sono stati ricoverati a Cona per la West Nile: cinque sono stati dimessi, due sono ancora all’ospedale e tra questi una donna di 82 anni ricoverata in Neurologia e prossima alle dimissioni, e un uomo ricoverato in Malattie Infettive e tuttora sotto terapia. Otto invece i decessi: due donne e sei uomini, di età compresa tra i 69 e gli 88 anni, debilitati per l’età o per malattie pregresse.
Secondo il bollettino diffuso ieri dalla Regione, in tutta l’Emilia Romagna ci sono state 96 forme neuro-invasive, con 18 decessi (1 a Piacenza, 3 a Modena, 3 a Bologna, 8 a Ferrara, 3 a Ravenna); 66 casi di forme febbrili e 26 infezioni asintomatiche. L’età delle persone decedute varia da un minimo di 63 anni a un massimo di 88. Dal 12 settembre non è stato segnalato nessun nuovo caso. —
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